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27 febbraio

SPOGLIARE L'ANIMA DELLE SUE INUTILI VESTI: CHARLES BAUDELAIRE e IL POETICO MALE.

Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore

come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;

solcano effluvi e musiche la sera senza velo;

malinconico valzer, delirante languore!

Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;

il violino geme come un afflitto cuore;

malinconico valzer, delirante languore!

Come un altare immenso è triste e bello il cielo.

ll violino geme come un afflitto cuore,

un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!

Come un altare immenso è triste e bello il cielo;

nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.

Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,

dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;

nel suo sangue rappreso il sole immoto muore....

Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.

Baudelaire.

 

A te pikkolo fiore che presto incanterà col suo sbocciare.

 

 

GRAZIE JEKO!

 

24 febbraio

ANNALISA vs PASSIONE.

Uno dei tanti nostri punti in comune? Avere gli stessi tempi.
Lei ha suonato alla mia porta quando io ho suonato alla sua. Non trovandoci, ci siamo poi incotrate a metà strada, in mezzo ad un campo di grano dolcemente ventilato.
Passione, la mia, è una creatura molto bella ed affascinante, coperta da un velo rosso come il colore dell'amore che brucia i nostri cuori.
Io sono più rozza, vestita di semplici jeans e maglietta stretta.
Lei ha i capelli molto lunghi, che sembrano un tutt'uno con il vento, due labbra scure e marchiate, pelle bianca e due occhi di un color azzurro infinito.
I miei capelli sono spettinati dal vento, ho le guance rosse, le labbra screpolate, e gli occhi castani.
Lei pare molto calma, ha lo sguardo fermo su di me, e avermi davanti la rasserena.
Io la guardo dalla testa ai piedi, e il mio cuore batte emozionato.
- Dobbiamo parlare, Annalisa.-
Lei ha una voce, che più una voce è una melodia lontana.
- Si...-
Io ho una voce rotta dall'emozione e stridula.
- Cosa ti turba?-
- Il tuo comportamento.-
- Come mi comporto per essere definita da te Fottuta, Annalisa?-
- Finchè ti covavo in gran segreto, andavamo d'accordo.-
- E ora, ora che hai reso il tuo amore per me pubblico, cosa è successo?-
- Se non l'avessi fatto, non sarebbero nati hobby come il mio.-
- E ciò ti da fastidio?-
- Si...-
- Sai che detto così è crudele, e passi dalla parte del torto?-
- Si...infatti non ho mai detto di avere ragione.-
- Annalisa, tu sei la mia passione.-
- Tu la mia.-
- Di che ti lamenti?-
- Non so...è complicata la cosa.-
- In te, sono nata per caso, quasi per gioco. Fino a diventare la tua Passione. Pura, purissima. Ed è ciò che conta.-
- E quindi?-
- Se ci sono effettivamente casi che lo fanno per tenerti testa, e casi di cui ti lamenti, visto il nostro rapporto, non credo tu debba preoccuparti.-
- Dici che quella non è Passione?-
- Non sarei qui a parlare con te. Non Passione, ma passione. Molto differente.-
- Mi hai cambiato la vita.-
- In male, Annalisa?-
- Anche...-
- Mi spiace. Avresti voluto tenermi nascosta ancora?-
- Forse si.-
- Per te stessa, in quel che fai, sei la migliore?-
- Mmmm...-
- Senza vergogna, Annalisa.-
- Certo.-
- E allora? Ti preoccupi degli altri?-
- Si...-
- Gli altri non sanno riconoscere la Passione tua, da quella che nasce come sostieni e come da fastidio a te. Ma tu ed io, si.-
- Io ti amo, davvero.-
- Amami, Annalisa.-
- Quindi?-
- Quindi scrivi, Annalisa, e sii la migliore.-
- Per chi?-
- Per te, e me. Chi ti sta intorno, sono solo pedine.-
- Pedine?!-
- Si, pedine.-
- Capisco.-
- Non è pubblico che ti serve, quando la passione ha la P maiuscola.-
- Grazie.-
- Prego, Annalisa.-
- Sicura che non mi dici ciò solo perchè mi fa comodo?-
- Non sarei la tua Passione, Annalisa.-
- E ora?-
- O torni a casa. O fa l'amore con me.-
Annie.
Ps, essendoci deboli di cuore, il seguito (ANNALISA feat PASSIONE), per ora lo tengo per me.
20 febbraio

Flussi di parole...

Chi sono? Ultimamente me lo sto chiedendo spesso. Chi o cosa sono? O meglio, chi o cosa sto diventando? Perchè esteriormente, agli occhi di tutti, io sono sempre l'Annalisa che cresce, e come in tutti i 16enni, il corpo cambia. Ma dentro, dove solo io posso arrivare, sento che cambio, ma nessuno se ne accorge, perchè esteriormente nulla traspare. Ma io, ora più che mai, sento l'anima che spesso cambia d'abito, le sensazioni e i sentimenti che mutano spesso. Sembrerà strano, ma ora come ora mi sento vecchia, già vissuta: l'unica cosa che mi manca per concludere è morire. Sarà vero, allora, che i giovani corrono troppo? Peccato però che, non è che non sia giovane, ma non sono una giovane qualunque, credo...
Sempre ora come ora, non vedo nulla nel mio futuro, mi sento fallita già da subito. Non faccio accadere nulla di buono, e mi spavento dei miei stessi pensieri. Mi ritrovo ad odiare la voce di alcune persone, e quando ne sono circondata dentro di me nasce una vera e propria rivoluzione. Non posso farle tacere o ribellarmi, allora faccio un bel respiro e rispondo, senza far tremolare la mia voce dal nervoso.
Giro per le strade, con mille flussi di pensieri per la testa, e le lacrime che a contatto con il vento mi provocano brividi piacevoli.
Oggi, alla cassa del supermercato, avevo il solito sguardo perso e triste....all'improvviso noto un signore, davanti a me, sulla cinquantina, capelli grigi, occhi molto rossi, e cerotti che si intravedono dalla manica della giacca, che mi fissa. Continuo a tenere gli occhi bassi, ma sento i suoi occhi nei miei. Chissà cosa pensa a vedermi così? Mi sono chiesta. Sarà come il resto dell'umanità, che potrebbe pensare che sono appena uscita da una banale lite con un'amica o col moroso? Oppure riesce a percepire che c'è qualcosa di più profondo? Dopo di che l'ho guardato, e sono stata presa dal panico più assoluto, senza una spiegazione.
Quando esco con le amiche, qualche sorriso riescono a strapparmelo con i loro discorsi del cazzo (quanti tipi si sono fatte, quanto è gnocco quello, quanto è fashion l'altra...), ma per il resto sono sempre lì che vago negli spazi che amo, nei miei sogni, nelle mie passioni. Penso a cosa potrei scrivere, in quale melodia tuffarmi, a frasi che colpiscono.
Se c'è qualcuno come me, sono sempre lieta di venirne a conoscenza. Se invece c'è qualcuno che è come me perchè lo è diventato grazie a me, la cosa mi fa tanto piacere quanto il contrario. Ecco, sto di nuovo cominciando ad avere paura di ciò che penso. Perchè poi spuntano quelle persone, le uniche da me stimate, che non ci pensano due volte a darmi dell'egoista cosmica, della bambina viziata, che se non ha quel che desidera minaccia di correre dalla mamma a fare la spia. Ora smetto di difendermi, e ciò potrebbe far capire che sono cose vere. Invece, smetto, perchè psicologicamente non reggo più a questi insulti lanciati da certe persone. Quindi mantengo il silenzio, e me ne sbatto di come può venire interpretato.
Come posso essere stata viziata dalle due persone che mi han messa al mondo, se anch'essere rientrano nell'elenco delle voci che mi irritano? Posso essere viziata, sì, ma da me stessa. E chi non si concede qualche vizio?
Un'altra cosa divertente è vedere come io cerco di far capire determinate cose, e poi i risultati sono esattamente opposti. Allora mi piace chiedermi: e se io dessi alle cose il senso contrario? Perchè nulla ha un senso se non quello che gli dai tu. Da provare...
Dopo questi fiumi di parole, a cui potrete dare un senso tutto vostro, io vi saluto...vi saluto con una gran voglia di urlare...
VAFFANCULO!!!
Annie.
10 febbraio

The test!

 
Salve gente, come state?

Vi scrivo per ugurarvi un buon week, ed inoltre vi lascio un idirizzo dove troverete un simpatico test su di me: vediamo quanto mi conoscete! Vi va? Buon divertimento e scrivetemi il vostro punteggio! Un saluto, Annie.

 

09 febbraio

Un treno...

"C'è che prendo un treno che va a Paradiso città..." sostiene una canzone di Grignani, se non sbaglio. Non ascolto molto la musica italiana, ma questa frase, ed in particolare il testo di questa canzone li ricordo.
Un treno, da prendere, in un posto sconosciuto, in una stazione che non esiste, che viaggia su rotaie invisibili, il fischio lo senti solo tu, la destinazione è misteriosa quanto la partenza, anch'essa non esiste per occhi che non sono i tuoi.
Non ci sono capistazione, e neanche il macchinista, il treno lo guidi tu, col cuore, con la mente, e col desiderio di andare altrove. Non ti sono serviti soldi per pagare il biglietto, ma solo una grande determinazione nel volerlo avere, e ora che sei sul treno lo guardi, tra le mani. L'unica scritta presente è "arrivarai quando deciderai di essere arrivato". Quindi, il viaggio, non ha tempo o orari stabiliti, ma sei tu a decidere quando sei arrivato. Nessuna fermata in altre stazioni, senza persone da far salire o far scendere. Niente valigie.
Non c'è la paura di assopirsi nel proprio posto e mancare all'arrivo. Tranquilla ti leggi un libro, ti ascolti la tua musica, puoi alzarti e andare in bagno, mangiare, e intanto il treno va, va e non si ferma. Perchè non ti chiedi dove va quel treno che non esiste? Perchè non ti chiedi cosa ci fai tu lì sopra? In fondo sei tu che hai scelto di salirci, perchè non ti sei informata prima? Te lo dico io cosa è. Nel bene e nel male, tu stai fuggendo. Dal bene e dal male, tu stai sempre fuggendo.
Chi non ha mai desiderato di prendere un treno che va...dove deciderete che vada, che arriverà quando avrete deciso che sia l'ora di scendere? E come essere sicuri che quando si decide che è ora di fermarsi, quello sia proprio il posto giusto? Vi siete chiesti prima dove vorreste andare?
Se un treno così esistesse, avreste il coraggio di essere la sua vittima e nello stesso tempo il suo capo? Io si. Mi ci vedo già, vestita dei miei jeans preferiti, la maglietta Elements e sopra il maglioncino grigio. Al collo il mio mp3, in mano un libro che non mi stanco mai di leggere, e ai piedi le mie Adidas. In tasca però, manca il mio telefonino, non voglio essere disturbata nel mio viaggio. Ho anche carta e penna infiniti, nel viaggio non posso non dar sfogo alla mia passione di scrivere. Prima di sedermi percorrerei tutto il treno, per assicurarmi di essere sola. Poi, vicino a uno dei tanti finestrini mi siedo. Ma non ti annoierai da sola a fare questo viaggio? No, figurati, io ho scelto di fuggire, da presenze umane, non mi sentirei mai sola, ma libera dal sudiciume che mi circonda. E prima di partire ne sono convinta.
Poi passano i giorni, le notti, i giorni e le notti. Leggo il libro e la mia mente è avvolta dalle mie canzoni. Scrivo, tutto ciò che mi passa per la testa. Mi sposto, provo tutti i posti del treno, uguali. Dormo, e sogno.
Ad un certo punto del viaggio nel treno inesistente, qualcosa cambia. Ripenso a chi tanto mi avvertì che mi sarei potuta sentire sola, e io gli avevo testardemente riso in faccia. Ripeto, se stavo fuggendo da tutto e da tutti, dal bene e dal male, come potevo poi sentire la mancanza di tutto? Impossibile.
Eppure...Ripenso al viso di chi tanto mi aveva avvertito, ma i suoi lineamenti mi sfuggono. Inizio a stare male, i sedili sono sempre più scomodi, la musica, la mia musica, non la sento più mia, è solo un rumore fastidioso. Il libro diventa noioso, illeggibile. L'unica cosa che riesco a fare è scrivere, ma nelle pagine riverso pensieri malinconici, brutti, e la parola che spesso si prensenta è SOLITUDINE. Sono sola, e lo sento. Il giorno in cui la mia solitudine arriva al culmine, il treno inizia a rallentare. Penso che, inconsciamente, finalmente sono arrivata nel mio posto tanto atteso, dove niente e nessuno mi sarebbe mancato. Mi ci vuole, dopo un viaggio così. Scendo, sorridendo, mi guardo attorno. Semplicemente nulla è cambiato: sono tornata nel mondo dal quale ho cercato di fuggire. Per dieci minuti pieni mi guardo intorno sbalordita, ferita, non so se piangere e tornare nel treno, ritentare. Quando il mio sguardo passa dal treno che solo i miei occhi han deciso di vedere, e al mondo solito in cui ero tornata capisco, e sorrido. Semplicemente ho capito che cercare di fuggire in un mondo proprio consiste nel fare solo il viaggio, e finchè non ti senti sola sei soddisfatta dall'illusione che prima o poi arrivi in un posto da te scelto e solo tuo. Solo quando comprendi a pieno che, da chiunque si è circondati, sola non puoi vivere, allora lì arrivi. E continui la vita, come hai sempre fatto.
Annie.
 
05 febbraio

Spara!

Voltati, e assapora lo sguardo smarrito di chi si aspetta il tuo sorriso, e rabbiosa, spara.
Guarda negli occhi Lucifero, e invece di mostrargli la tua paura, spara.
Alzati, perchè stare inginocchiata davanti a Dio? Spara.
Guardati intorno, cosa vedi? Occhi felici, occhi delusi, occhi ansiosi, occhi odiati e occhi amati. Spara, non lasciarne traccia.
Cova per te stesso le tue passioni, falle proghedire, guai a farne parola, o ti ritroverai a dover sparare a persone che tanto si fidano. Perchè, spesso, la mia passione diventa vera e propria bravura di altri? Perchè scopro che mi piace fare una cosa, e di botto qualcuno che mai ci avrebbe pensato risulta addirittura migliore? Bam, spara.
Guarda dall'alto questo mondo dove ognugno ha una parte dell'anima che sta nell'ombra, e spara.
Illudi chi vicino ti sta, fino all'ultimo, e quando meno se l'aspetta, spara. Spara su chi non merita di morire.
Sii legata sentimentalmente a qualcune cosa sempre a metà, in modo che ti sarà facile sparare quando verrai a capire dell'ottusità umana.
Ti dici e ti chiedi molte cose sulla falsità di questo mondo, ma capisci che anche tu sei mondo, e anche io sono mondo. Nel momento in cui avrò sparato, mentre il sangue scorrerà fuori di te, non più dentro, forse ti accoregerai che il mio egoismo ha preso il sopravvento, che è davvero arrivato il momento di sparare anche a te. Eppure, sarei capace anche di sparare mentre vi dico che vi voglio bene, tanto.
Anche io ho la parte d'ombra nel volto, c'è chi vive con essa costantemente, chi, come me, la tiene come soprammobile.
Chi mai proverebbe a definirmi cattiva? Di solito, appunto, si preferisce egoista. Bè: fiera di esserlo.
Esserlo mi porta ad immaginarmi piccoli piaceri, che naturalmente non mi concedo, e a prendermi mie piccole soddisfazioni.
Giarti, osserva...quante cose, e hai colpi infiniti. Spara, spara prima su chi veramente ti ha fatto godere poco, poi su chi ti ha sempre falsamente guardato, spara nel cervello dei troppo cervelluti, spara nel culo di chi troppo bello ce l'ha, spara nelle mani di chi ha osato toccarti, spara negli occhi in cui hai peccato perdendoti, spara in chi tanto promette ma nulla mantiene, spara in chi inizia a pensare solo dopo che l'hai fatto tu, spara contro chi dopo aver pensato ha il coraggio di fare ancora meglio, spara per invidia, spara per orgoglio, spara perchè se sei te stessa nessuno può superare il tuo modo di esserlo, spara perchè se offri la mano c'è chi si prende tutto il tuo braccio, spara contro chi di te si nutre, spara chi si prende un impegno con te, qualsiasi, e poi mostra la voglia di mantenerlo pari a quella di un bradipo, e spara contro chi ti vorrebbe sparare.
Poi però ti sentirai sola. Ma dopo che avrai sparato e sarai soddisfatta, sparati, perchè tu non sei da meno. Dopo esserti sentita superiore, sentiti inferiore, per colpa di questi infami. Pam! Spara...
 
 
 
 
 
 
 
02 febbraio

Signor sì, Signor sì, Signor sì!

Salve!
Torno a scrivere sul mio blog, con la connessione a Internet che va e viene. E vabbè...
Due post fa ho scritto una dedica all'amore vissuto o da vivere, e mi è stato lasciato un commento molto interessante, dove questa persona chiedeva com'è possibile che una cosa mai vissuta può mancare.
Allora, pensandoci, mi è venuta in mente una cosa mia personale. In questo fatto, parlo della mancanza di una delle tante forme d'amore che io non ho mai vissuto, ma che mi manca, mi manca tanto: Anna. Anna, sono io, io sono Lei.
Io sono nata il 5 gennaio 1991, e nel maggio del 1990 mia nonna Anna, mamma di mio papà, è mancata. Man mano che crescevo, i conti mica tornavano: avevo tre nonni, non quattro!
Eheh, così semplicemente mi è stato detto, anche dolorosamente, che non avrei mai potuto conoscere la mia nonna Anna, e che per ricordarla decisero di mettere il suo nome a me, aggiungendo Lisa, Annalisa. Non ho mai dato peso alla cosa, andavo sì a trovarla al cimitero e a volte mi soffermavo a pensare a com'era, al fatto che molti mi dicono che sono come Lei. Solo poco tempo fa mi sono sentita molto legata ad Anna. E' scoppiato qualcosa in me che me la fa amare, più di qualsiasi altra persona. Magari, se fossi in vita, saremmo cane e gatto, chi lo sa...E solo in questo periodo, che non morirà mai, io ripeto spesso Anna mi manchi. Mi manca si, mi manca come se lei avesse fatto parte di maggior parte della mia vita, e poi mi abbia abbandonata. Mi sento proprio così.
L'altra sera mio papà mi stava facendo uno dei suoi soliti discorsi che io amo, sulla vita, quando ad un certo punto mi ha chiesto "Sai cosa mi diceva spesso mia mamma, cioè nonna Anna?", l'ha detto così, senza pensarci. Ho fatto di si con la testa, ma dentro di me ho pensato "Si, ti prego, dimmelo...", quasi un'implorazione. "Mi diceva sempre di rispondere alle richieste dei mie superiori dicendo Signor sì, Signor sì, Signor sì, anche se non mi piacevano, o non avevo voglia. Poi facevo come cazzo mi pare, e a modo mio arrivavo a fare le cose, che piacevano o meno, le facevo come più mi riuscivano". Quel Signor sì di nonna Anna mi è rimasto impresso.
La mattina, a scuola, pensavo come al solito alla mia nonna, e decisi di confessare una cosa a mio papà, così gli mando un sms con scritto "Signor sì, Signor sì, Signor sì! A volte mi da fastidio che nonna Anna mi abbia privato della sua presenza". La sua risposta è stata una grande rivelazione per me, ci sono rimasta scioccamente bene, e qualcosa di ancora più bello è scoccato in me. "Quando Lei è morta, Tu sei stata concepita. E' un segno di continuità e Lei ti ha voluto bene anche se non te lo ha più potuto dire", è stata la risposta di mio papà. Ci ho messo un pò a capire il segno di continuità...ma alla fine il concetto è arrivato, è come se io fossi Lei, ed è una cosa fantastica. Ora mi manca meno perchè vive in me, e l'amo ancora di più. Se lei ci fosse ancora, io sarei qui a scrivere? Forse no...O forse si. Vorrei tanto averla qui con me, però...Mi manca.
Ricordate: SIGNOR SI', SIGNOR SI', SIGNOR SI'. Annie.