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29 marzo

Vi saluto [per poco...!]

E quest'anno la decisione del capo famiglia è di passare Pasqua a Palermo. L'anno scorso negli USA, e quest'anno in Sicilia: sempre estero è.  10 giorni, parto sabato.
 
Vi lascio un racconto da leggere, regalatomi all'età di otto anni.
Buona lettura..
 
 

ANNALISA e LA SIRENETTA.

Era una splendida giornata di sole e Annalisa, do otto anni, era partita da Carmagnola per andare a trascorrere una tranquilla vacanza al mare con Elisa e Martina.

Un giorno, in riva al mare, mentre Annalisa era china sulla sabbia per cercare delle conchiglie per la sua collezione, sentì qualcuno toccare la sua spalla.

Si voltò incuriosita e vide, con grande sorpresa, una sirenetta.

Era bellissima, ma aveva uno sguardo molto triste.

“Sicuramente ti è capitato qualcosa di grave per essere così triste – le disse Annalisa – Posso aiutarti in qualche modo? Dimmi...”

“Mio padre è stato catturato da un gigantesco serpente. Questo perfido animale, che si chiama Nerone, vorrebbe spodestare mio padre per diventare lui il re incontrastato dei nostri mari.”

“Non piangere! – la incoraggiò Annalisa – Insieme penseremo a come liberare tuo padre. Dovremmo solo poter contare su alcuni amici disposti ad aiutarci. Ti viene in mente qualcuno?”

“Si, ho molti amici fidati” rispose la Sirenetta senza esitazione.

Annalisa e la Sirenetta nuotarono verso la tana del serpente marino. Durante il tragitto incontrarono due delfini giocherelloni.

“Ci chiamiamo Splish e Spash. Volete giocare con noi?” domandarono i delfini.

“Ai divertimenti penseremo più tardi – rispose Annalisa – ora abbiamo bisogno del vostro aiuto per liberare il re dei mari. Presto, venite con noi!”

Annalisa, la Sirenetta e i delfini nuotarono a lungo nell’acuq blu cristallina. Nuotando incontrarono i cavallucci marini, le stelle di amre ed ogni varietà di pesci.

Annalisa ed i suoi nuovi amici si stavano avvicinando sempre più al covo del temuto Nerone.

Il mare divenne freddo e scuro: Annalisa iniziò ad avere paura ed avrebbe voluto che Elisa e Martina fossero lì con loro.

In lontananza, intravide il covo di Nerone: era un vascello pirata affondato molto tempo fa.

Dinanzi all’entrata due grossi squali con denti affilati erano di guardia.

Il povero Re era imprigionato ed aveva le mani incatenato ad un albero del veliero.

Annalisa spiegò il suo piano e diede indicazioni prescise eprchè ognuno facesse la sua parte.

Piccoli pesci di ogni forma e colore iniziarono a nuotare numerosissimi attorno al serpente marino come uno sciame d’api.

Migliaia di ippocampo circondarono gli squali, ipnotizzandoli, prima che potessero scatenare la loro ferocia.

Annalisa si fece coraggio, pensando ad Elisa e Martina ed entrò nella tana di Nerone per raggiungere il vero re dei mari. Ora bisognava liberarlo dalle catene che lo bloccavano al veliero. Un abile e gigantesco granchio riuscì, con le sue chele, a sciogliere i nodi che serravano le catene. Annalisa condusse il re fuori dalla tana dove potè riabbracciare la Sirenetta.

Tutti esultarono:”Evviva! Evviva! Il nostro re è salvo!”

Lo sguardo della Sirenetta non era più triste, ma pieno di gioia e commozione.

“Papà sono così felice che tu sia di nuovo fra noi! – esclamò raggiante la Sirenetta – Dobbiamo ringraziare Annalisa, senza il suo aiuto non saremmo riusciti a liberarti.”

Il re pensò di organizzare una grande festa in onore di Annalisa con centinaia di invitati.

Annalisa fu incoronata e divenne parte della famiglia reale di quei mari.

Dopo un ricco banchetto si aprirono le danze e fu un gran divertimento per tutti.

“Elisa e Martina sarebbero molto orgogliose di me!” pensò Annalisa.

La Sirenetta offrì ad Annalisa tanti fiori marini e meravigliose conchiglie colorate per la sua collezione.

“Resta qui insieme a noi per sempre!” la pregò la bella Sirenetta.

“Con voi sto molto bene, ma devo tornare nella mia casa di Carmagnola. Ho nostalgia della mia famiglia e dei miei amici. Ma ti prometto che prima o poi tornerò di nuovo a trovarvi!”

Annalisa ringraziò il re e la Sirenetta per l’indimenticabile festa.

I delfini Splish e Splash la scortarono fino alla spiaggia.

Annalisa li salutò e partì per rientrare a casa.

Non vedeva l’ora di rivedere Elisa e Martina per raccontare la sua fantastica avventura con la Sirenetta.

 

CARA ANNALISA

TORNA PRESTO A TROVARMI!

La tua amica Sirenetta

 

Non sono più tornara da Lei. Questo ci tenevo a specificarlo.

 

 

 

BUONA PASQUA

a tutti voi amici!!!

A presto. Annie.

 

 

25 marzo

Omaggio al RE!

IL RE.
 
 
C'era una volta un Re
Erano le favole.
C'è un Re
Che favola non è.
Tu. Re della Foresta.
 
 
Mi perdo nei tuoi occhi
Che esprimono fiducia.
Mi fido.
Mi perdo nelle tue teorie
Che parlano d'Amore.
Amo.
 
 
Risate lette.
Ma sale il desiderio
Di sentirle realmente.
 
 
Re. Tu che puoi tutto.
Possiedi la corona
Che solo tu vedi.
Ma che tutti rispettano.
Re. Che vivi di un Amore
Astratto.
 
 
Dipendo dal tuo nome
Mentre mi scrivi.
Impaziente
Di leggere cos'hai da dirmi.
Impaziente
Di nuotare nell'Amore di cui narri.
Curiosa di immaginare
Fin dove si ferma la realtà
Ed inizia la fantasia.
 
 
Re.
Che ami regalare sorrisi.
Re.
Che a me ne regali già tanti.
Ma ora donami un tuo sorriso.
Ed incoronami
Tua regina.
 
 
Re.
Nella speranza che il tuo Regno non abbia mai fine.
 
Annie. A Walter.
24 marzo

...UNA DELLE TANTE...

Se lo sono,
ti prego di dirmelo. Subito.
Ho paura di fare male
a sentirmi privilegiata con Te.
Quelle parole che sembrano
date dal momento.
Invece in giro esistono già.
...e hanno la tua firma.
Ho paura di fare male
a sentirmi diversa.
Sì, anche se sei Tu a confermarmelo.
Non sono affatto diversa, speciale.
 
Ho paura a pensare
che se non ci sono io,
trovi qualcosa.
Qualcosa che pensavo
di essere l'unica a donarti.
 
Se è così,
ti prego di dirmelo. Subito.
 
Annie.
 
 
IL VOLO [Zucchero]

Ho camminato per le strade
Col sole dei tuoi occhi
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Che bella quiete sulle cime
Mi freddi il cuore e l'anima
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Per questo troppo amore
Per noi
Per questo bel dolore
Ti prego no,
ti prego lo sai
Sogno
qualcosa di buono
Che mi illumini il mondo
buono come te
Che ho bisogno
di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te
Ho visto il sole nei tuoi occhi
calare nella sera
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Che bella quiete sulle cime
mi freddi il cuore e l'anima
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Ma dove andranno i giorni
e noi
Le fughe e poi i ritorni
ti prego no
ti prego lo sai
Sogno
qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te
Che ho bisogno
di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te
Siamo caduti in volo
mio sole
Siamo caduti in volo
Siamo caduti in volo
mio cielo
siamo caduti in volo
Per questo amore immenso
per noi
e il grande volo che ho dentro
Sogno
qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te
Che ho bisogno
di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te
Sogno
qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te
buono come te

 

Sei maledetto.

Non riesco a volerti male.

Non riesco a chiederti.

Non riesco a non sorriderti.

Non riesco a dirtelo.

 

Ti amo perchè ne ho bisogno,

non perchè ho bisogno di te.

[Zucchero]

...Ed esploro con la mia bocca

la scultura del tuo corpo.

Soffermandomi a lungo nelle oasi

dove non oseresti mai chiedere,

ma neppure vorresti respingere.

...E saremo un unico respiro,

un unico ansito amoroso.

...Ed il tempo come per incanto

si fermerà affascinato

ad osservare tanta meraviglia.

E amerò in modo che il mio cuore mi farà tanto male che, male che come il Sole all'improvviso scoppierà. [Zucchero].

 

 



 

21 marzo

ATTRAZIONE FATALE.

Cosa ti viene in mente si ti scrivo
attrazione fatale?
Immagino le tue dita lunghe e sottili
che scrivono parole d'Amore per me.
Mi avvicino.
Immagino le tue labbra morbide muoversi
che mi parlano d'Amore.
Mi avvicino.
Immagino le tue palpebre chiudersi, riaprirsi, i tuoi splendidi occhi
che mi guardano pieni d'Amore.
Mi avvicino.
 
Sento le tue dita lunghe e sottili
incidere l'Amore sulle mie cosce.
Sono dentro di te.
Sento le tue labbra morbide
stampare il loro Amore sul mio petto.
Sono dentro di te.
Sento i tuoi splendidi occhi
che catturano i miei.
Mi sei entrato dentro.
Non uscire più.
 
Annie.
 
E' una cosa che ti colpisce particolarmente.
[Mia mamma]
Passione che ti travolge fino ad uccidere per esso.
[Malu]
Qualcosa di pericoloso.
[Alice]
Due persone che scoprono di avere attrazione l'una per l'altra.
[Debra]
Un magnetismo che lega una persona ad un'altra da poco conosciuta.
Attratta fisicamente, ma non solo. C'è dell'altro.
Qualcosa di più profondo.
[Miriam]
Secondo me è una bella cosa ma deve essere vissuta con maturità.
[Paolo]
Per me è la cosa più pericolosa, rischiosa, ma allo stesso tempo più
intrigante ed erotica. Senza questa non saremmo uomini passionali
ma animali.
[Letizia]
Mi viene in mente che spesso si crede che l'erba del vicino è più verde
della propria. E per averla a volte ci si rovina la vita.
[Roberto]
 
...sei Tu la mia attrazione fatale...
 
Annie.
 
18 marzo

Potessi, giuro, non lo rifarei.

Male atroce al piede. Passerà.
Ciao Amore Mio.
Chissà se quando leggerai mi avrai già dimenticata
o già perdonata.
Il silenzio che mantieni fa più male di
tutta la tua probabile ira scagliata su di me.
U R L A ! Non stare zitto!
 
Quel giorno io non cercavo lui.
I suoi occhi non mi guardavano da giorni
Le sue mani non mi toccavano da mesi.
Avevo quasi scordato il sapore delle sue labbra.
E ti giuro che non mi importava riviverlo, no!
Potessi, giuro, non lo rifarei.
 
Ho solo più chiuso gli occhi
E aspettato che quella pena finisse.
Ho provato a pensarti, ma faceva ancora più male.
Ero prigioniera del suo corpo.
 
Te l'ho detto, illudendomi che avresti capito.
Addio. Mi hai detto.
Potessi, giuro, non lo rifarei.
Quel giorno io non cercavo lui.
La scusa era che voleva ridarmi alcune cose.
Non pensavo avesse pianificato di incatenarmi sotto di lui.
 
Amore mio, quanto ti amo.
Ti amo, ieri oggi e domani.
Puoi privarmi della tua presenza
Ma non puoi impedirmi di amarti ancora.
Ed è quello che farò.
 
Ti ho ucciso dentro
devo vergognarmi.
Mi hai donato il cuore, chiedendo in cambio il mio.
E te l'ho dato.
Ma io quel giorno non cercavo lui.
 
Non credo che un giorno tu possa perdonarmi.
Non credo che un giorno tu possa tornare da me.
Non credo che un giorno potrò risentirti.
 
Inutile chiederti perdono.
Certe cose non vanno perdonate.
Potessi, giuro, non lo rifarei.
Io quel giorno non cercavo lui.
Ti amo, ieri oggi e domani.
Piango lacrime di sangue.
 
Annie.
 
15 marzo

Non sempre i bimbi vedono L'UOMO NERO [ahahah] !!

La bambina, come tutte le notti, si sveglia all'improvviso: è l'ora di correre nel lettone dei genitori.
Mezza addormentata lotta per liberarsi dal groviglio di coperte, infila le pantofole un pò consumate e, con il cuore che le batte in gola, si appresta ad affrontare quel corridioio che di notte si trasforma sempre in un viale infinito.
Primo passo...niente.
Secondo passo...ancora niente.
E' molto tesa, cerca di fare più silenzio possibile, ma le scricchiolano le piccole caviglie.
Terzo passo...lo sente. Dietro di lei! Non osa girarsi, ma sa che è lì, alle sue spalle. Perchè non la blocca?
Con l'agilità di un piccolo felino fa uno scatto, vede la porta della camera da letto e vi si fionda. Un goffo salto...
- Ahia!- il papà si porta le mani nelle parti basse doloranti, che puntualmente, ogni notte, la piccola urta con un ginocchio.
In mezzo ai genitori, ora osa girarsi, ormai si sente protetta. E lo vede, sempre lui, sempre lì, ogni notte: alto, fisico poco definito, anzi...una figura molto confusa, tutta grigio!
L'uomo si appoggia allo stipite e si fissano.
Ancora dolorante il papà fa coricare la piccola, che si addormenta sapendo che una volta chiusi gli occhi quella figura scompare. Ma sa anche, che tornerà...
La bambina ora è cresciuta, ma quando ripensa alla sua mente innocente ed infantile, ricorda perfettamente l'uomo tutto grigio!
- La mia mente lo vedeva veramente -
- Ti credo!-
- Sicura?-
- Certo!-
- Ora capisco che erano immagini prodotte dalla mia mente, immagini astratte. Però c'era...-
- Come i mostri che tuo fratello ti faceva sull'armadio?!-
- Mi prendi in giro?-
- No, affatto...Ti credo, senza ombra di dubbio-
- E allora nascondi qualcosa?-
- Un uomo anche io-
- Cioè?-
- Ero piccola anche io, siamo stati piccoli tutti, anche la mia mente faceva i suoi giochetti-
- Racconta!-
- Un uomo, nello stanzino. Non era grigio, era una figura meno macabra, anzi un pò più colorita!-
- Simpatica...-
- E niente. Era sempre appoggiato alla parete, con un cappello di paglia che gli nascondeva il viso-
- E lo vedevi?-
- Si -
- Solo tu?-
- Si -
- E poi?-
- Poi nulla. Non gli ho mai parlato, mai mi sono avvicinata, e mai l'ho toccato-
- Perchè?-
- Perchè mi andava così-
- Finchè...?-
- Ho tracslocato. Magari è ancora lì-
- Mmm...-
- Chi lo sa?!-
- Grazie-
- Prego-
- Ora andiamo va?-
- Dove?-
- A farci vedere...ma da uno bravo!!!-
Risate generali eccheggiano nella stanza dove due persone son tornate bambine.
13 marzo

Ho imparato.

Ho imparato che nessuno è perfetto
Finchè non ti innamori.
Ho imparato che la vita è dura
Ma io di più!
Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse
Quelle che lasci andare tu, le prende qualcun'altro.
Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza
La felicità va da un'altra parte.
Ho imparato che non posso scegliere come mi sento
Ma posso sempre farci qualcosa.
 
Grazie al mio papi che mi ha stampato queste belle parole
Al momento giusto.
 
Stasera ho ricevuto un altro pungo in faccia, un altro colpo al cuore. E la voglia di chiudere questo spazio virtuale sale sempre di più.
L'articolo che mi ero programmata di lasciare era tutt'altro, ma probabilmente non lo metterò più. Solo un "miracolo" potrebbe trattenermi.
Non voglio più vivere con il pensiero che quando arrivo a casa ho la possibilità di rinchiudermi in questo mio mondo: voglio chiudere. Questo "posto" mi porta tanta gioia quanto dolore. Ma il dolore resta, sale, mi si attacca, diventa parte di me. Io non reggo più.
Ho imparato tante cose... Tranne a fare del dolore una corazza per andare avanti. Quindi, nel silenzio più totale, mi ritiro. E vi lascio un saluto, molto malinconico.
Con affetto, Annie.
Per Miriam: scusa amica mia, se non ho resistito. Ma ho paura. La stessa paura che provai qualche mese fa, in quel dannato periodo. Ho paura a viverne un altro simile, se non peggio. E quindi, chiudo i battenti. Aiutami anche stavolta, amica. Ciao.
06 marzo

Piove fuori e dentro di me.

E' bello guardarmi,
ma ora ti chiedo di non farlo.
 
E' bello sentire la tua voce,
ma ora ti chiedo di tacere.
 
E' bello leggerti,
ma ora ti chiedo di non scrivere.
 
E' bello pensarti,
ma ora ti chiedo di uscire dai miei pensieri.
 
Perchè? io mi chiedo.
E' tutto così...bello!
Prima che il bello si trasformi in
meravigliosa dipendenza,
ti chiedo di fermarti. Fermarmi.
Se tanto sappiamo già la malinconica fine...
Se dobbiamo volerci bene,
fermati. E facciamo gli amici.
Il mio difetto: voler bene troppo in fretta.
Il difetto del mio difetto: trasformarsi troppo in fretta in bene diverso.
 
Stupendo coma la mia Passione assorbi
la mia malinconia.
 
Non voglio il tuo passato, nè il tuo futuro.
Donami il presente, senza farci del male. Amico mio.
 
 
Annie.
 
 
 
 
02 marzo

ANNALISA feat PASSIONE.

Solo poche candele illuminano la stanza, e un calore accompagna la piacevole discussione tra me e la mia Passione.
- Sei a tuo agio, Annalisa?-
- Si, però...è la prima volta che...si, insomma...-
- Che fai l'amore con una donna?-
- Si...-
- Siamo le due facce della stessa medaglia, di che ti preoccupi?-
- Certo, è vero. E' comunque un pò imbarazzante-.
Silenzio. Non voglio tirarmi indietro.
La mia Passione mi scivola alle spalle, e mi accarezza dolcemente.
Brivido.
- Lasciati andare, Annalisa-.
Dolcemente mi toglie la maglietta passando con fare molto sensuale le sue labbra sulla mia pelle. Dalla bocca le esce un lieve respiro che mi provoca altri brividi su tutta la schiena.
Mi giro.
Si spoglia lentamente dal suo vestito, e me la ritrovo davanti completamente nuda: un corpo molto bello, armonioso con le sue curve perfette.
Si inginocchia.
Un bacio sul mio ombelico mentre mi toglie i pantaloni. Si alza.
Ora è lei che mi guarda mentre mi privo del mio completo intimo.
- Non sono bella come te- dico.
- Pretendi di essere più bella della tua Passione?- chiede, scoppiando a ridere.
Silenzio. Di nuovo.
Nudi, i nostri corpi si incontrano nella loro danza amorosa. Mi guida nell'esplorazione del suo corpo, e dati i suoi sospiri sento che sto anche cavandomela bene. Sento i suoi capezzoli indurirsi sotto la mia lingua, e i suoi umori bagnare le mie mani.
L'udire l'apice del suo piacere alza il livello della mia eccitazione e un calore improvviso mi avvolge in questa mia nuova esperienza.
- Brava Annalisa- sussura Passione, destandosi dall'enorme piacere provato.
Mi corica.
Sento subito la sua calda lingua tra le mie cosce. Il piacere sale quando approda sull'inguine.
Mi lascio andare, lei lo capisce e dolcemente comincia a gustare il mio sapore.
Vengo. Ma non ha finito.
Passa oltre, la sua lingua sale. Ombelico...Addome...Gioca girando intorno al mio seno, finchè avvolge i capezzoli dentro la sua bocca, succhiandoli con una leggera pressione.
Non mi accorgo che il piacere da Passione provocato mi fa emettere sospiri simili ai suoi iniziali.
- Vuoi assaporare il tuo gusto, che poi sarebbe anche il mio?- mi chiede.
Ancora inebriata faccio segno di sì con la testa. Si china su di me, e mi bacia. Un contatto caldo con le sue labbra morbide, per poi rinfrescarsi leggermente con il sapore degli umori e della saliva mescolati. Passione si corica vicino a me, mi abbraccia. Chiudo gli occhi felice, felice di aver fatto l'amore con Lei. Un'esperienza...unica.
- Allora, è stato molto bello, no Annalisa?-
- Molto...- rispondo, con Passione coricata al mio fianco.
 
"Che fai?" mia mamma entra in camera. "Guarda che ti fai male agli occhi se scrivi con solo due candele accese!" mi sgrida.
"Sì mamma, sto solo facendo l'amore con la mia Passione, permetti..." dico.
Mi guarda strana, lascia perdere, e se ne va.
E io termino, mettendo il classico punto.
Annie.