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08 maggio Ohibò!“Salve, son A**** L****, son qui per il lavoro!”. “Molto bene, ma una domanda: conosce i processi della mitosi?”. “Certo, come no!” “Bene, allora è dei nostri, i cessi da pulire son quelli del secondo piano, venga che le mostro la porta comunicante tra quelli delle donne e degli uomini”.
E se il futuro fosse così, cosa serve spaccarmi il cervello perchè domani un perfetto sconosciuto mi metterà davanti al naso un foglio completo di domande sulla mitosi? E non solo. Meiosi, duplicazione del DNA, genetica, mutazioni. No, non voglio pulire i cessi. No, non voglio fare nessun lavoro che c’entri qualcosa con il DNA.
Probabilmente se non fossi più portata per le materie umanistiche avrei iniziato dicendo: “Salve, sono A***** L****, son qui per il lavoro!”. “Molto bene, ma una domanda: conosce i racconti del terrore di Poe?”. “Tutti!”. “Bene, allora è dei nostri, i cessi da pulire son quelli del secondo piano, venga che le mostro la porta comunicante tra quelli delle donne e degli uomini”.
Diciamo che dipende dal capriccio che la sottoscritta decide di fare. La sottoscritta ha deciso che le materie scientifiche le fanno schifo, perciò ha iniziato in una certa maniera rispetto che in un’altra. Diciamo anche che la sottoscritta non ha minima idea di cosa sia il futuro, neanche si rende conto che è una parola che ad ogni modo la comprende. Lei ci è dentro. Ci sarà dentro. La sottoscritta, quand’è seduta sulla tazza del water si dice che non le piacerebbe, un bel giorno, dover pulire ciò che ora sta sporcando. E che sporcheranno altri milioni di sederi. La sottoscritta non hai pregiudizi, anzi. Stima chiunque faccia bene il proprio lavoro. La sottoscritta prende solo precauzioni, e mentre sta seduta sul water (e lo sporca) ha aperto sulle ginocchia il libro di scienze, e il titolo dice “La mitosi”, con tanto di sottotitolo immaginario “Ti prego, dai, almeno 60!”.
Sempre che la sottoscritta ci arrivi a “quel futuro lì”, dal momento che lunedì si mischierà per tutto il giorno tra la folla del Salone del Libro a Torino, tra allarmi e non allarmi di attentati. Ma la sottoscritta è felice, anche se salta in aria, lei la mitosi la sa. E vaffanculo!
Annie. |
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