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26 giugno

Patetico.

Stanza che profuma di fiori all'arancia. Lei. E' stesa sul letto con in mano l'mp3 e le cuffie nelle orecchie. Il volume è decisamente alto, dovesse passare uno dei genitori nel corridoio sentirebbe. Quello non è il suo mp3. Ha deciso di fare scambio con una sua amica. "Tieniti il mio mp3, e ascoltati un pò di sano metal" le aveva detto. "Ok, e tu ascoltati il sano commerciale...". Sai che roba. Lei odiava quelle canzoncine misere. E quell'mp3 ne era pieno. Tiziano Ferro urla che non se lo sa spiegare, ma allora che cazzo rompi le palle a me, non spiegartelo. Oh, senti, i Gemelli Diversi sono finiti in soffitta e hanno trovato delle foto ricordo. E così via...
Ad un certo punto iniziano le note di quelle classiche canzoni che lei definisce altamente patetiche. Quelle che parlano di un amore distrutto, di un cuore spezzato. Insomma, se una persona sta male e vuole incentivare il suo dolore, basta che ascolta minchiate di questo genere. La voce le sembra quella di Laura Pausini, ma sa che quella canzone non è sua. Fa così:
 
Cinque giorni che ti ho perso
quanto freddo in questa vita
ma tu
non mi hai cercata più.
Troppa gente che mi chiede
scava dentro la ferita
e in me
non cicatrizzi mai.
Faccio male anche a un amico
che ogni sera è qui
gli ho giurato di ascoltarlo
ma tradisco lui e me.
Perché quando tu sei ferito non sai mai
oh mai
se conviene più guarire
o affondare giù
per sempre.
Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere
e proprio io che ti amo ti sto implorando
aiutami a distruggerti.
Cinque giorni che ti ho perso
mille lacrime cadute
ed io
inchiodata a te.
Tutto e ancora più di tutto
per cercare di scappare
ho provato a disprezzarti
a tradirti a farmi male.
Perché quando tu stai annegando non sai mai
oh mai
se conviene farsi forza
o lasciarsi andare giù
nel mare.
Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere
e proprio io che ti amo ti sto implorando
aiutami a distruggerti.
Se un giorno tornerò nei tuoi pensieri
mi dici tu chi ti perdonerà
di esserti dimenticato ieri
quando bastava stringersi di più
parlare un po'.
E proprio io che ti amo ti sto implorando
aiutami a distruggerti.
 
Niente di più patetico. Secondo lei sono fatte apposta queste canzoni. Apposta per distruggersi nel dolore. Una persona sta male, non sa che fare, allora si ascolta queste parole così incoraggianti, prende un pala, scava una fossa e ci si butta dentro.
Però si chiede, quando si sta male per Amore, si pensano davvero queste cose così patetiche? Perchè se non le si pensano, ne si va alla ricerca, ed ecco che qui nascono testi di questo genere. Ma così le sembra davvero eccessivo. Aiuami a distruggerti. Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere. Non esiste essere forti e rialzarsi a testa alta. Bisogna per forza incentivare a piangere e cadere giù. Nel mare.
Con nella testa pensieri di questo genere, senza accorgersene rimette la canzone da capo. E ancora, e ancora...
E ascolta quelle parole. L'ho perso da 10 giorni, Lui. Pensa, facendo un piccolo calcolo. Di lacrime ne saranno cadute più di mille, e non fa solo freddo nella mia vita, si gela. Si dice. In effetti è così dura continuare a vivere, forse lui è l'unico che potrebbe aiutarmi a distruggere tutto quello che è stato. Continua a pensare. Però qui non ci sono cellulari che volano dalle finestre perchè vederli non suonare fa male. Non parla di mani che strappano i capelli, quasi come se stessero cercando un appiglio per non cadere. Nel mare. Cazzo. Ma che cazzo dico? Io non ho bisogno di queste canzoncine per capire che ho il mal d'Amore. A me basta il mio dolore, non ho bisogno di quello che queste minchiate trasmettono. Io non ascolto e non do peso a questa dannata musica commerciale.
Io... Io... Io stasera. Sono patetica. C'è poco da fare.
 
Buio. Stanza che profuma di fiori all'arancia. Lei. Stesa nel letto, dorme profondamente. Dal lato del letto pende l'mp3 dell'amica. E se uno dei genitori passasse nel corridoio, sentirebbe la voce di Laura Pausini a tempo indeterminato. Se si avvicinasse al letto e guardasse l'mp3, noterebbe la scritta REPEAT lampeggiare nel piccolo schermo. E se guardasse Lei dormire, vedrebbe piccole lacrime uscire con difficoltà dagli occhi, chiusi. Classica scena che Lei definirebbe patetica.

[Annie]

19 giugno

The Great Final

Ora, qui, detto io il grande finale.
Il [nostro] grande finale che da vita ad un [nostro] glorosio inizio.
 
...E poi ci sono quelli come me, e come Te. All'inseguimento dell'Amore diverso.
Coloro che se lo impongono come motivo di vita
E noi corriamo, corriamo, corriamo.
Ma anche per noi esiste l'anima gemella, da qualche parte.
E quelli come me, e come Te la trovano. La amano. Ma non l'hanno. La rincorrono.
Quelli come me, trovano Te. E quelli come Te, hanno trovato me.
Ci siamo trovati.
Ma io non osavo dirtelo.
 
Hai scelto un posto fresco
e hai inciso sulla mia schiena una barca.
Usando le unghie, molto lievemente,
hai disegnato le onde.
Una barca che solca oceani calmi e azzurri...
Con Te, cerco tutto ciò che sa di fresco e libertà.
Brividi che migliorano l'effetto mare,
l'effetto libertà, l'effetto Amore.
 
Io non osavo dirtelo.
Ma vado oltre...Al ti amo...
 
Dedicato ad un amico.
Ad un anima.
A me gemella.
Diego.
 
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[Annie]
 
07 giugno

Diario di un Assassino - Final Destination

Eccoci arrivati, finalmente.
Porca puttana, questi riflettori puntati addosso mi impediscono di vedere bene gli spettatori posizionati sulle gradinate più alte.
Ma qui in basso vi si vede, eccome. Però nelle prime file si siedono sempre le "persone imporanti", quelle formali, quelle che manco a morire ti applaudono o ti sorridono.
[Manco a morire...Peccato, siete qui per questo!]
E cazzo, fatevi sentire! Bene.
Iniziamo con le presentazioni, per non essere maleducati. Piacere, io sono Inutile. Un'Inutilità che dove la metti non sta, che svolge male i propri compiti e che vuole tutto senza aver voglia di dare niente. Inutilmente mi vergogno solo del fatto di non vergognarmene.
 
Mi sento emozionato, lo ammetto.
Ho sempre pensato che Inutile lo sono diventanto piano piano,
a causa vostra. Infatti, voi qui presenti siete un pubblico
da me BEN selezionato. Uno per uno.
Testa di cazzo per testa di minchia. E morirete tutti.
Farete, qui, la vostra inutile fine che darà inizio al mio inutile inizio.
 
Se tendete bene le vostre orecchie potrete accorgervi del dolce suono che eccita la mia Anima, e se annusate l'aria, prima che si impregni dell'odore del vostro sporco sangue, potrete tastare il gusto che pervade la mia bocca affamata. Guardate! Come tremano di gioia le mie mani, e toccate il sudore che cola dalla mia fronte.
Eh si, poveri cari. Poveri inutili pezzi di merda. Che avete rovinato la mia Inutile vita. Come vi siete permessi? Come avete osato tentare di trasmettere a me la vostra IGNORANZA? Con che coraggio mi salutate per strada dopo avermi gettato chili di merda addosso? Io non me ne sono mai lavato. No. Però ho accumulato, accumulato, accumulato. Ed ora, morirete sommersi da tonnellate della vostra stessa sporcizia.
Per non indulgiare oltre, non dite le vostre ultime preghiere, venite semplicemente incontro alla vostra gloriosa, inutile [come me], sporca e fottuta destinazione finale.
 
Si, incamminatevi anche voi che
almeno una volta nella vita avete ammesso di amarmi.
E che, maledettamente, ho ricambiato.
 
Ossequi. L'Assassino.
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