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23 aprile

Il mondo dei Piccoli.

Ciò che state per andare a leggere è il diario segreto Barbie, che segreto più non è,
di una bambina di 7 anni. Che ora ride divertita, all'età di 16, rileggendosi.
 
 
BARBIE: Il Diario Segreto.
 
 
VIVA LE FESTE!
-ANNOTA QUI SOTTO LE DATE DELLE PROSSIME VACANZE:
io non lo so esattamente ma credo come quest'anno.
 
 
LE DATE DA NON DIMENTICARE!
-IL COMPLEANNO DELLA MAMMA:
6 novembre.
-IL REGALO CHE HAI SCELTO PER LEI:
un anello.
-IL COMPLEANNO DEL PAPA':
25 luglio.
-IL REGALO CHE HAI SCELTO PER LUI:
una maglietta da ciclista.
-IL COMPLEANNO DELLA TUA MIGLIORE AMICA:
27 dicembre.
-IL REGALO CHE HAI SCELTO PER LEI:
una Barbie.
-IL TUO COMPLEANNO:
5 gennaio.
-IL REGALO CHE SOGNI DI RICEVERE:
la sfera pokè con le biglie, la sfera pokè che ruba i pokemon e il pokedex.
-QUELLO CHE TI PACEREBBE TROVARE SOTTO L'ALBERO IL PROSSIMO NATALE:
quello che ho scritto sopra e Kota Kota il villaggio indiano.
 
BUON APPETITO!
-ANNOTA QUI SOTTO QUELLO CHE PREFERISCI MANGIARE AL MATTINO PER INIZIARE BENE LA GIORNATA:
il latte con il nesquik e puciare le brioke.
-QUAL è IL TUO PIATTO PREFERITO?
il mio piatto prefertito è la pizza.
-QUAL è IL TUO DOLCE PREFERITO?
il mio dolce preferito è il tiramisù.
 
LE TUE STAR DEL CUORE!
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DEL TUO CANTANTE PREFERITO:
max pezzali e bon jiovi.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DEL GRUPPO MUSICALE CHE VORRESTI APPLAUDIRE IN CONCERTO:
883 e bon jiovi.
-SCRIVI QUI SOTTO LE TRE CANZONI CHE TI PIACE DI PIU' ASCOLTARE:
iz may life, nientaltro che noi, la regina del celebrità.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DEL TUO ATTORE PREFERITO:
aldo.
-SCRIVI QUI SOTTO I TITOLI DEI TRE FILM PIU' BELLI CHE HAI VISTO QUEST'ANNO:
tre uomini e una gamba, la carica dei 101, il ciclone.
 
LEGGERE, CHE PASSIONE!
-SCRIVI QUI SOTTO I TITOLI DI TRE LIBRI CHE HAI TROVATO DAVVERO FANTASTICI:
pampalù, il gatto con gli stivali, palloncini e ravioli.
 
CAMPIONESSA DA RECORD!
-SCRIVI QUI SOTTO LA DISCIPLINA SPORTIVA CHE TI PIACE DI PIU':
nuoto.
-QUEL è IL RISULTATO SPORTIVO DI CUI VAI PIU' FIERA?
nuoto.
-QUAL è L'AVVENIMENTO SPORTIVO CHE TI HA EMOZIONATO DI PIU'?
nuoto.
 
VIVA LA SCUOLA!
-QUEST'ANNO HAI FREQUENTATO LA CLASSE: 2^C
-SCRIVI QUI SOTTO DOVE TI PIACEREBBE ANDARE A FARE UNA GITA CON LA TUA CLASSE:
a Roma perchè il mio maestro Francesco se ne è andato la.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DELLA TUA INSEGNANTE O DEL TUO INSEGNANTE PREFERITO:
Antonella, Francesco, Cristina, Andreina.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DELL'ALLIEVO PIU' DILIGENTE DELLA CLASSE. SEI PER CASO TU?
no, è Hui.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DELL'ALLIEVO PIU' INDISCIPLINATO DELLA CaLSSE. SEI PER CASO TU?
no, è Manuel.
-LE TUE MATERIE PREFERITE SONO:
italiano.
-I TUOI VOTI DELL'ANNO SONO:
ottimo, bene, brava.
 
FINALMENTE IN VACANZA!
-PARTIRAI INSIEME A:
mamma, papà, fratello.
-ANDRAI A:
Aosta.
-IN VALIGIA NON DIMENTICHERAI DI METTERE:
il diario segreto, e il calendario degli 883.
 
DA GRANDE DIVENTERAI...
-QUANDO DIVENTERAI ADULTA LA TUA VITA SARA' MOLTO PIU' difficile E MOLTO MENO facile.
-INTORNO A TE CI SARA' la gente, i bambini, il diario segreto e Gesù.
-NELL'ANNO 2010 NON DOVREBBE PIU' ESSERCI nulla, almeno credo.
-DA GRANDE VORRESTI FARE:
la cantante.
 
 
 
 
 
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Annie.
21 aprile

O Me...O Me.

 img by mondoglitter.it
 
IMMAGINAMI COSI'
La Tua figura divina, vestita di candido.
Confessa, cosa faresti?
Da quell'acqua vorresti riafforare dolcemente
e percorrere le mie infinite gambe.
Con mani tremanti e la voglia negli occhi
Ti inginocchi a me.
Vuoi amarmi così?
Vuoi avermi così?
Esplora il mio paradiso.
Passeggia sul mio ventre, ti sento vibrare.
Assaggia i miei caldi seni,
che si accendono al tuo tocco delicato.
Vorresti amarmi così?
Strisceresti come un verme fino a Me.
Oseresti guardarMi con occhi vogliosi.
Mi toccheresti con mani tremanti.
Useresti questa creatura Pura, solamente per i tuoi sogni
essere contaminato.
 
Mi spiace. Così non mi avrai mai.
Semplicemente Io.
Semplicemente Me.
Puoi amarmi così?
 
 semplicemente_io by mondoglitter.it
 
Annie.
17 aprile

Tu...e Lui...

Amo la Purezza,

tanto quanto la mia Passione

che la descrive.

 

Il sogno di un’Amica......

 

Il rombo del motore Ti sveglia all’improvviso,

come un sonoro richiamo, una dolce melodia

che da tanto aspettavi di sentire.

Lui è tornato, solo per Te, per i Tuoi sogni.

Ti soffermi su suoi occhi persi d’Amore,

Ci fai un tuffo con i Tuoi pieni di stupore.

Lui è tornato, solo per Te, per i Tuoi sogni.

Osserva la meravigliosa pantera meccanica dei tuoi sogni

con alla guida soltanto Lui.

Sali...

 

 

Il vento culla i Tuoi lunghi capelli,

e asciuga l’emozione dai Tuoi occhi meravigliosi.

Stringi forte il Tuo amato,

in questo piccolo viaggio.

Assicurati che mai più se ne andrà,

prega affinchè la pantera meccanica

non vi abbandoni nel Vostro viaggio d’Amore.

Parcheggia...

 

 

Dietro le tue spalle un muro.

Giratosi Lui, dolcemente ti bacia.

Un bacio che quasi non ricordavi più.

Delicamente ti spinge al muro.

Fidati, non cadi.

 

 

La Passione Vi travolge come

un mare impetuoso.

Un susseguirsi di tanto Amore

Vi riscalda in questa fresca notte

Tra baci rumorosi e ansiti che si perdono

Nella natura

Vi ritrovate uniti in un solo corpo

Un solo cuore che batte

Un sospiro comune giunto l’apice del piacere.

Ti amo...

 

Il suo corpo nudo prende il Tuo.

Scesi dalla pantera meccanica,

ancora scossi dal piacere,

Innamorati, passate il resto della notte

a dormire abbracciati

tra le coperte della natura.

Siete la purezza in persona...

 

Lui è tornato, solo per Te, per i Tuoi sogni...

 

 

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11 aprile

Dentro la vasca.

Non sa da quanto tempo il suo corpo è immerso in quel marciume.
L'acqua sporca quasi le penetra dentro.
E' stata acqua limpida, pulita. Una volta.
 
Ora il livello si è alzato con lo sgorgare delle sue lacrime.
Lentamente scendono dal volto, e sente il loro unirsi all'acqua dentro la vasca.
Si aggiungono degli sciacqui dovuti all'aumentare della crisi.
Scossa dai singhiozzi si porta le mani tra i capelli, sul viso, sulle spalle, sulle gambe.
Piange rumorosamente senza riuscire a fermarsi.
Tossisce, in preda al panico.
 
Il livello dell'acqua mista con le lacrime si alza con vari conati di vomito.
Anche del sangue si unisce alla melma, sangue che sgorga da varie ferite sul suo corpo.
Perchè violentemente cerca di aggrapparsi a se stessa.
 
Sono uno Spirito: la spada non Mi può trapassare, il fuoco non Mi può bruciare, l'acqua non Mi può sciogliere, l'aria non Mi può inaridire.
 
Vuole poter fuggire ancora, ancora e ancora.
Da buon Spirito Libero non lasciare tracce della sua non presenza.
Ma, conscia che le sventure di questo mondo e la morte fisica non possono togliere nulla alla verità e alla grandezza della sua Anima, resta lì.
Nuda, sporca, terrorizzata.
Immersa e scossa nel suo marciume.
Con poca forza di alzarsi e viversi.
Sta perdendo se stessa.
A I U T A T E L A
 
 
[Annie]
29 marzo

Vi saluto [per poco...!]

E quest'anno la decisione del capo famiglia è di passare Pasqua a Palermo. L'anno scorso negli USA, e quest'anno in Sicilia: sempre estero è.  10 giorni, parto sabato.
 
Vi lascio un racconto da leggere, regalatomi all'età di otto anni.
Buona lettura..
 
 

ANNALISA e LA SIRENETTA.

Era una splendida giornata di sole e Annalisa, do otto anni, era partita da Carmagnola per andare a trascorrere una tranquilla vacanza al mare con Elisa e Martina.

Un giorno, in riva al mare, mentre Annalisa era china sulla sabbia per cercare delle conchiglie per la sua collezione, sentì qualcuno toccare la sua spalla.

Si voltò incuriosita e vide, con grande sorpresa, una sirenetta.

Era bellissima, ma aveva uno sguardo molto triste.

“Sicuramente ti è capitato qualcosa di grave per essere così triste – le disse Annalisa – Posso aiutarti in qualche modo? Dimmi...”

“Mio padre è stato catturato da un gigantesco serpente. Questo perfido animale, che si chiama Nerone, vorrebbe spodestare mio padre per diventare lui il re incontrastato dei nostri mari.”

“Non piangere! – la incoraggiò Annalisa – Insieme penseremo a come liberare tuo padre. Dovremmo solo poter contare su alcuni amici disposti ad aiutarci. Ti viene in mente qualcuno?”

“Si, ho molti amici fidati” rispose la Sirenetta senza esitazione.

Annalisa e la Sirenetta nuotarono verso la tana del serpente marino. Durante il tragitto incontrarono due delfini giocherelloni.

“Ci chiamiamo Splish e Spash. Volete giocare con noi?” domandarono i delfini.

“Ai divertimenti penseremo più tardi – rispose Annalisa – ora abbiamo bisogno del vostro aiuto per liberare il re dei mari. Presto, venite con noi!”

Annalisa, la Sirenetta e i delfini nuotarono a lungo nell’acuq blu cristallina. Nuotando incontrarono i cavallucci marini, le stelle di amre ed ogni varietà di pesci.

Annalisa ed i suoi nuovi amici si stavano avvicinando sempre più al covo del temuto Nerone.

Il mare divenne freddo e scuro: Annalisa iniziò ad avere paura ed avrebbe voluto che Elisa e Martina fossero lì con loro.

In lontananza, intravide il covo di Nerone: era un vascello pirata affondato molto tempo fa.

Dinanzi all’entrata due grossi squali con denti affilati erano di guardia.

Il povero Re era imprigionato ed aveva le mani incatenato ad un albero del veliero.

Annalisa spiegò il suo piano e diede indicazioni prescise eprchè ognuno facesse la sua parte.

Piccoli pesci di ogni forma e colore iniziarono a nuotare numerosissimi attorno al serpente marino come uno sciame d’api.

Migliaia di ippocampo circondarono gli squali, ipnotizzandoli, prima che potessero scatenare la loro ferocia.

Annalisa si fece coraggio, pensando ad Elisa e Martina ed entrò nella tana di Nerone per raggiungere il vero re dei mari. Ora bisognava liberarlo dalle catene che lo bloccavano al veliero. Un abile e gigantesco granchio riuscì, con le sue chele, a sciogliere i nodi che serravano le catene. Annalisa condusse il re fuori dalla tana dove potè riabbracciare la Sirenetta.

Tutti esultarono:”Evviva! Evviva! Il nostro re è salvo!”

Lo sguardo della Sirenetta non era più triste, ma pieno di gioia e commozione.

“Papà sono così felice che tu sia di nuovo fra noi! – esclamò raggiante la Sirenetta – Dobbiamo ringraziare Annalisa, senza il suo aiuto non saremmo riusciti a liberarti.”

Il re pensò di organizzare una grande festa in onore di Annalisa con centinaia di invitati.

Annalisa fu incoronata e divenne parte della famiglia reale di quei mari.

Dopo un ricco banchetto si aprirono le danze e fu un gran divertimento per tutti.

“Elisa e Martina sarebbero molto orgogliose di me!” pensò Annalisa.

La Sirenetta offrì ad Annalisa tanti fiori marini e meravigliose conchiglie colorate per la sua collezione.

“Resta qui insieme a noi per sempre!” la pregò la bella Sirenetta.

“Con voi sto molto bene, ma devo tornare nella mia casa di Carmagnola. Ho nostalgia della mia famiglia e dei miei amici. Ma ti prometto che prima o poi tornerò di nuovo a trovarvi!”

Annalisa ringraziò il re e la Sirenetta per l’indimenticabile festa.

I delfini Splish e Splash la scortarono fino alla spiaggia.

Annalisa li salutò e partì per rientrare a casa.

Non vedeva l’ora di rivedere Elisa e Martina per raccontare la sua fantastica avventura con la Sirenetta.

 

CARA ANNALISA

TORNA PRESTO A TROVARMI!

La tua amica Sirenetta

 

Non sono più tornara da Lei. Questo ci tenevo a specificarlo.

 

 

 

BUONA PASQUA

a tutti voi amici!!!

A presto. Annie.

 

 

25 marzo

Omaggio al RE!

IL RE.
 
 
C'era una volta un Re
Erano le favole.
C'è un Re
Che favola non è.
Tu. Re della Foresta.
 
 
Mi perdo nei tuoi occhi
Che esprimono fiducia.
Mi fido.
Mi perdo nelle tue teorie
Che parlano d'Amore.
Amo.
 
 
Risate lette.
Ma sale il desiderio
Di sentirle realmente.
 
 
Re. Tu che puoi tutto.
Possiedi la corona
Che solo tu vedi.
Ma che tutti rispettano.
Re. Che vivi di un Amore
Astratto.
 
 
Dipendo dal tuo nome
Mentre mi scrivi.
Impaziente
Di leggere cos'hai da dirmi.
Impaziente
Di nuotare nell'Amore di cui narri.
Curiosa di immaginare
Fin dove si ferma la realtà
Ed inizia la fantasia.
 
 
Re.
Che ami regalare sorrisi.
Re.
Che a me ne regali già tanti.
Ma ora donami un tuo sorriso.
Ed incoronami
Tua regina.
 
 
Re.
Nella speranza che il tuo Regno non abbia mai fine.
 
Annie. A Walter.
24 marzo

...UNA DELLE TANTE...

Se lo sono,
ti prego di dirmelo. Subito.
Ho paura di fare male
a sentirmi privilegiata con Te.
Quelle parole che sembrano
date dal momento.
Invece in giro esistono già.
...e hanno la tua firma.
Ho paura di fare male
a sentirmi diversa.
Sì, anche se sei Tu a confermarmelo.
Non sono affatto diversa, speciale.
 
Ho paura a pensare
che se non ci sono io,
trovi qualcosa.
Qualcosa che pensavo
di essere l'unica a donarti.
 
Se è così,
ti prego di dirmelo. Subito.
 
Annie.
 
 
IL VOLO [Zucchero]

Ho camminato per le strade
Col sole dei tuoi occhi
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Che bella quiete sulle cime
Mi freddi il cuore e l'anima
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Per questo troppo amore
Per noi
Per questo bel dolore
Ti prego no,
ti prego lo sai
Sogno
qualcosa di buono
Che mi illumini il mondo
buono come te
Che ho bisogno
di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te
Ho visto il sole nei tuoi occhi
calare nella sera
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Che bella quiete sulle cime
mi freddi il cuore e l'anima
Ci vuole un attimo per dirsi addio
Ma dove andranno i giorni
e noi
Le fughe e poi i ritorni
ti prego no
ti prego lo sai
Sogno
qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te
Che ho bisogno
di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te
Siamo caduti in volo
mio sole
Siamo caduti in volo
Siamo caduti in volo
mio cielo
siamo caduti in volo
Per questo amore immenso
per noi
e il grande volo che ho dentro
Sogno
qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te
Che ho bisogno
di qualcosa di vero
che illumini il cielo
proprio come te
Sogno
qualcosa di buono
che mi illumini il mondo
buono come te
buono come te

 

Sei maledetto.

Non riesco a volerti male.

Non riesco a chiederti.

Non riesco a non sorriderti.

Non riesco a dirtelo.

 

Ti amo perchè ne ho bisogno,

non perchè ho bisogno di te.

[Zucchero]

...Ed esploro con la mia bocca

la scultura del tuo corpo.

Soffermandomi a lungo nelle oasi

dove non oseresti mai chiedere,

ma neppure vorresti respingere.

...E saremo un unico respiro,

un unico ansito amoroso.

...Ed il tempo come per incanto

si fermerà affascinato

ad osservare tanta meraviglia.

E amerò in modo che il mio cuore mi farà tanto male che, male che come il Sole all'improvviso scoppierà. [Zucchero].

 

 



 

21 marzo

ATTRAZIONE FATALE.

Cosa ti viene in mente si ti scrivo
attrazione fatale?
Immagino le tue dita lunghe e sottili
che scrivono parole d'Amore per me.
Mi avvicino.
Immagino le tue labbra morbide muoversi
che mi parlano d'Amore.
Mi avvicino.
Immagino le tue palpebre chiudersi, riaprirsi, i tuoi splendidi occhi
che mi guardano pieni d'Amore.
Mi avvicino.
 
Sento le tue dita lunghe e sottili
incidere l'Amore sulle mie cosce.
Sono dentro di te.
Sento le tue labbra morbide
stampare il loro Amore sul mio petto.
Sono dentro di te.
Sento i tuoi splendidi occhi
che catturano i miei.
Mi sei entrato dentro.
Non uscire più.
 
Annie.
 
E' una cosa che ti colpisce particolarmente.
[Mia mamma]
Passione che ti travolge fino ad uccidere per esso.
[Malu]
Qualcosa di pericoloso.
[Alice]
Due persone che scoprono di avere attrazione l'una per l'altra.
[Debra]
Un magnetismo che lega una persona ad un'altra da poco conosciuta.
Attratta fisicamente, ma non solo. C'è dell'altro.
Qualcosa di più profondo.
[Miriam]
Secondo me è una bella cosa ma deve essere vissuta con maturità.
[Paolo]
Per me è la cosa più pericolosa, rischiosa, ma allo stesso tempo più
intrigante ed erotica. Senza questa non saremmo uomini passionali
ma animali.
[Letizia]
Mi viene in mente che spesso si crede che l'erba del vicino è più verde
della propria. E per averla a volte ci si rovina la vita.
[Roberto]
 
...sei Tu la mia attrazione fatale...
 
Annie.
 
18 marzo

Potessi, giuro, non lo rifarei.

Male atroce al piede. Passerà.
Ciao Amore Mio.
Chissà se quando leggerai mi avrai già dimenticata
o già perdonata.
Il silenzio che mantieni fa più male di
tutta la tua probabile ira scagliata su di me.
U R L A ! Non stare zitto!
 
Quel giorno io non cercavo lui.
I suoi occhi non mi guardavano da giorni
Le sue mani non mi toccavano da mesi.
Avevo quasi scordato il sapore delle sue labbra.
E ti giuro che non mi importava riviverlo, no!
Potessi, giuro, non lo rifarei.
 
Ho solo più chiuso gli occhi
E aspettato che quella pena finisse.
Ho provato a pensarti, ma faceva ancora più male.
Ero prigioniera del suo corpo.
 
Te l'ho detto, illudendomi che avresti capito.
Addio. Mi hai detto.
Potessi, giuro, non lo rifarei.
Quel giorno io non cercavo lui.
La scusa era che voleva ridarmi alcune cose.
Non pensavo avesse pianificato di incatenarmi sotto di lui.
 
Amore mio, quanto ti amo.
Ti amo, ieri oggi e domani.
Puoi privarmi della tua presenza
Ma non puoi impedirmi di amarti ancora.
Ed è quello che farò.
 
Ti ho ucciso dentro
devo vergognarmi.
Mi hai donato il cuore, chiedendo in cambio il mio.
E te l'ho dato.
Ma io quel giorno non cercavo lui.
 
Non credo che un giorno tu possa perdonarmi.
Non credo che un giorno tu possa tornare da me.
Non credo che un giorno potrò risentirti.
 
Inutile chiederti perdono.
Certe cose non vanno perdonate.
Potessi, giuro, non lo rifarei.
Io quel giorno non cercavo lui.
Ti amo, ieri oggi e domani.
Piango lacrime di sangue.
 
Annie.
 
15 marzo

Non sempre i bimbi vedono L'UOMO NERO [ahahah] !!

La bambina, come tutte le notti, si sveglia all'improvviso: è l'ora di correre nel lettone dei genitori.
Mezza addormentata lotta per liberarsi dal groviglio di coperte, infila le pantofole un pò consumate e, con il cuore che le batte in gola, si appresta ad affrontare quel corridioio che di notte si trasforma sempre in un viale infinito.
Primo passo...niente.
Secondo passo...ancora niente.
E' molto tesa, cerca di fare più silenzio possibile, ma le scricchiolano le piccole caviglie.
Terzo passo...lo sente. Dietro di lei! Non osa girarsi, ma sa che è lì, alle sue spalle. Perchè non la blocca?
Con l'agilità di un piccolo felino fa uno scatto, vede la porta della camera da letto e vi si fionda. Un goffo salto...
- Ahia!- il papà si porta le mani nelle parti basse doloranti, che puntualmente, ogni notte, la piccola urta con un ginocchio.
In mezzo ai genitori, ora osa girarsi, ormai si sente protetta. E lo vede, sempre lui, sempre lì, ogni notte: alto, fisico poco definito, anzi...una figura molto confusa, tutta grigio!
L'uomo si appoggia allo stipite e si fissano.
Ancora dolorante il papà fa coricare la piccola, che si addormenta sapendo che una volta chiusi gli occhi quella figura scompare. Ma sa anche, che tornerà...
La bambina ora è cresciuta, ma quando ripensa alla sua mente innocente ed infantile, ricorda perfettamente l'uomo tutto grigio!
- La mia mente lo vedeva veramente -
- Ti credo!-
- Sicura?-
- Certo!-
- Ora capisco che erano immagini prodotte dalla mia mente, immagini astratte. Però c'era...-
- Come i mostri che tuo fratello ti faceva sull'armadio?!-
- Mi prendi in giro?-
- No, affatto...Ti credo, senza ombra di dubbio-
- E allora nascondi qualcosa?-
- Un uomo anche io-
- Cioè?-
- Ero piccola anche io, siamo stati piccoli tutti, anche la mia mente faceva i suoi giochetti-
- Racconta!-
- Un uomo, nello stanzino. Non era grigio, era una figura meno macabra, anzi un pò più colorita!-
- Simpatica...-
- E niente. Era sempre appoggiato alla parete, con un cappello di paglia che gli nascondeva il viso-
- E lo vedevi?-
- Si -
- Solo tu?-
- Si -
- E poi?-
- Poi nulla. Non gli ho mai parlato, mai mi sono avvicinata, e mai l'ho toccato-
- Perchè?-
- Perchè mi andava così-
- Finchè...?-
- Ho tracslocato. Magari è ancora lì-
- Mmm...-
- Chi lo sa?!-
- Grazie-
- Prego-
- Ora andiamo va?-
- Dove?-
- A farci vedere...ma da uno bravo!!!-
Risate generali eccheggiano nella stanza dove due persone son tornate bambine.
13 marzo

Ho imparato.

Ho imparato che nessuno è perfetto
Finchè non ti innamori.
Ho imparato che la vita è dura
Ma io di più!
Ho imparato che le opportunità non vanno mai perse
Quelle che lasci andare tu, le prende qualcun'altro.
Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza
La felicità va da un'altra parte.
Ho imparato che non posso scegliere come mi sento
Ma posso sempre farci qualcosa.
 
Grazie al mio papi che mi ha stampato queste belle parole
Al momento giusto.
 
Stasera ho ricevuto un altro pungo in faccia, un altro colpo al cuore. E la voglia di chiudere questo spazio virtuale sale sempre di più.
L'articolo che mi ero programmata di lasciare era tutt'altro, ma probabilmente non lo metterò più. Solo un "miracolo" potrebbe trattenermi.
Non voglio più vivere con il pensiero che quando arrivo a casa ho la possibilità di rinchiudermi in questo mio mondo: voglio chiudere. Questo "posto" mi porta tanta gioia quanto dolore. Ma il dolore resta, sale, mi si attacca, diventa parte di me. Io non reggo più.
Ho imparato tante cose... Tranne a fare del dolore una corazza per andare avanti. Quindi, nel silenzio più totale, mi ritiro. E vi lascio un saluto, molto malinconico.
Con affetto, Annie.
Per Miriam: scusa amica mia, se non ho resistito. Ma ho paura. La stessa paura che provai qualche mese fa, in quel dannato periodo. Ho paura a viverne un altro simile, se non peggio. E quindi, chiudo i battenti. Aiutami anche stavolta, amica. Ciao.
06 marzo

Piove fuori e dentro di me.

E' bello guardarmi,
ma ora ti chiedo di non farlo.
 
E' bello sentire la tua voce,
ma ora ti chiedo di tacere.
 
E' bello leggerti,
ma ora ti chiedo di non scrivere.
 
E' bello pensarti,
ma ora ti chiedo di uscire dai miei pensieri.
 
Perchè? io mi chiedo.
E' tutto così...bello!
Prima che il bello si trasformi in
meravigliosa dipendenza,
ti chiedo di fermarti. Fermarmi.
Se tanto sappiamo già la malinconica fine...
Se dobbiamo volerci bene,
fermati. E facciamo gli amici.
Il mio difetto: voler bene troppo in fretta.
Il difetto del mio difetto: trasformarsi troppo in fretta in bene diverso.
 
Stupendo coma la mia Passione assorbi
la mia malinconia.
 
Non voglio il tuo passato, nè il tuo futuro.
Donami il presente, senza farci del male. Amico mio.
 
 
Annie.
 
 
 
 
02 marzo

ANNALISA feat PASSIONE.

Solo poche candele illuminano la stanza, e un calore accompagna la piacevole discussione tra me e la mia Passione.
- Sei a tuo agio, Annalisa?-
- Si, però...è la prima volta che...si, insomma...-
- Che fai l'amore con una donna?-
- Si...-
- Siamo le due facce della stessa medaglia, di che ti preoccupi?-
- Certo, è vero. E' comunque un pò imbarazzante-.
Silenzio. Non voglio tirarmi indietro.
La mia Passione mi scivola alle spalle, e mi accarezza dolcemente.
Brivido.
- Lasciati andare, Annalisa-.
Dolcemente mi toglie la maglietta passando con fare molto sensuale le sue labbra sulla mia pelle. Dalla bocca le esce un lieve respiro che mi provoca altri brividi su tutta la schiena.
Mi giro.
Si spoglia lentamente dal suo vestito, e me la ritrovo davanti completamente nuda: un corpo molto bello, armonioso con le sue curve perfette.
Si inginocchia.
Un bacio sul mio ombelico mentre mi toglie i pantaloni. Si alza.
Ora è lei che mi guarda mentre mi privo del mio completo intimo.
- Non sono bella come te- dico.
- Pretendi di essere più bella della tua Passione?- chiede, scoppiando a ridere.
Silenzio. Di nuovo.
Nudi, i nostri corpi si incontrano nella loro danza amorosa. Mi guida nell'esplorazione del suo corpo, e dati i suoi sospiri sento che sto anche cavandomela bene. Sento i suoi capezzoli indurirsi sotto la mia lingua, e i suoi umori bagnare le mie mani.
L'udire l'apice del suo piacere alza il livello della mia eccitazione e un calore improvviso mi avvolge in questa mia nuova esperienza.
- Brava Annalisa- sussura Passione, destandosi dall'enorme piacere provato.
Mi corica.
Sento subito la sua calda lingua tra le mie cosce. Il piacere sale quando approda sull'inguine.
Mi lascio andare, lei lo capisce e dolcemente comincia a gustare il mio sapore.
Vengo. Ma non ha finito.
Passa oltre, la sua lingua sale. Ombelico...Addome...Gioca girando intorno al mio seno, finchè avvolge i capezzoli dentro la sua bocca, succhiandoli con una leggera pressione.
Non mi accorgo che il piacere da Passione provocato mi fa emettere sospiri simili ai suoi iniziali.
- Vuoi assaporare il tuo gusto, che poi sarebbe anche il mio?- mi chiede.
Ancora inebriata faccio segno di sì con la testa. Si china su di me, e mi bacia. Un contatto caldo con le sue labbra morbide, per poi rinfrescarsi leggermente con il sapore degli umori e della saliva mescolati. Passione si corica vicino a me, mi abbraccia. Chiudo gli occhi felice, felice di aver fatto l'amore con Lei. Un'esperienza...unica.
- Allora, è stato molto bello, no Annalisa?-
- Molto...- rispondo, con Passione coricata al mio fianco.
 
"Che fai?" mia mamma entra in camera. "Guarda che ti fai male agli occhi se scrivi con solo due candele accese!" mi sgrida.
"Sì mamma, sto solo facendo l'amore con la mia Passione, permetti..." dico.
Mi guarda strana, lascia perdere, e se ne va.
E io termino, mettendo il classico punto.
Annie.
27 febbraio

SPOGLIARE L'ANIMA DELLE SUE INUTILI VESTI: CHARLES BAUDELAIRE e IL POETICO MALE.

Già s'avvicina l'ora che trepido ogni fiore

come un vaso d'incenso svapora sullo stelo;

solcano effluvi e musiche la sera senza velo;

malinconico valzer, delirante languore!

Ogni fiore svapora trepido sullo stelo;

il violino geme come un afflitto cuore;

malinconico valzer, delirante languore!

Come un altare immenso è triste e bello il cielo.

ll violino geme come un afflitto cuore,

un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido!

Come un altare immenso è triste e bello il cielo;

nel suo sangue rappreso il sole immoto muore.

Un mite cuore, ch'odia il nulla vasto e gelido,

dei bei giorni che furono raccoglie ogni bagliore;

nel suo sangue rappreso il sole immoto muore....

Il tuo ricordo in me brilla come un cimelio.

Baudelaire.

 

A te pikkolo fiore che presto incanterà col suo sbocciare.

 

 

GRAZIE JEKO!

 

24 febbraio

ANNALISA vs PASSIONE.

Uno dei tanti nostri punti in comune? Avere gli stessi tempi.
Lei ha suonato alla mia porta quando io ho suonato alla sua. Non trovandoci, ci siamo poi incotrate a metà strada, in mezzo ad un campo di grano dolcemente ventilato.
Passione, la mia, è una creatura molto bella ed affascinante, coperta da un velo rosso come il colore dell'amore che brucia i nostri cuori.
Io sono più rozza, vestita di semplici jeans e maglietta stretta.
Lei ha i capelli molto lunghi, che sembrano un tutt'uno con il vento, due labbra scure e marchiate, pelle bianca e due occhi di un color azzurro infinito.
I miei capelli sono spettinati dal vento, ho le guance rosse, le labbra screpolate, e gli occhi castani.
Lei pare molto calma, ha lo sguardo fermo su di me, e avermi davanti la rasserena.
Io la guardo dalla testa ai piedi, e il mio cuore batte emozionato.
- Dobbiamo parlare, Annalisa.-
Lei ha una voce, che più una voce è una melodia lontana.
- Si...-
Io ho una voce rotta dall'emozione e stridula.
- Cosa ti turba?-
- Il tuo comportamento.-
- Come mi comporto per essere definita da te Fottuta, Annalisa?-
- Finchè ti covavo in gran segreto, andavamo d'accordo.-
- E ora, ora che hai reso il tuo amore per me pubblico, cosa è successo?-
- Se non l'avessi fatto, non sarebbero nati hobby come il mio.-
- E ciò ti da fastidio?-
- Si...-
- Sai che detto così è crudele, e passi dalla parte del torto?-
- Si...infatti non ho mai detto di avere ragione.-
- Annalisa, tu sei la mia passione.-
- Tu la mia.-
- Di che ti lamenti?-
- Non so...è complicata la cosa.-
- In te, sono nata per caso, quasi per gioco. Fino a diventare la tua Passione. Pura, purissima. Ed è ciò che conta.-
- E quindi?-
- Se ci sono effettivamente casi che lo fanno per tenerti testa, e casi di cui ti lamenti, visto il nostro rapporto, non credo tu debba preoccuparti.-
- Dici che quella non è Passione?-
- Non sarei qui a parlare con te. Non Passione, ma passione. Molto differente.-
- Mi hai cambiato la vita.-
- In male, Annalisa?-
- Anche...-
- Mi spiace. Avresti voluto tenermi nascosta ancora?-
- Forse si.-
- Per te stessa, in quel che fai, sei la migliore?-
- Mmmm...-
- Senza vergogna, Annalisa.-
- Certo.-
- E allora? Ti preoccupi degli altri?-
- Si...-
- Gli altri non sanno riconoscere la Passione tua, da quella che nasce come sostieni e come da fastidio a te. Ma tu ed io, si.-
- Io ti amo, davvero.-
- Amami, Annalisa.-
- Quindi?-
- Quindi scrivi, Annalisa, e sii la migliore.-
- Per chi?-
- Per te, e me. Chi ti sta intorno, sono solo pedine.-
- Pedine?!-
- Si, pedine.-
- Capisco.-
- Non è pubblico che ti serve, quando la passione ha la P maiuscola.-
- Grazie.-
- Prego, Annalisa.-
- Sicura che non mi dici ciò solo perchè mi fa comodo?-
- Non sarei la tua Passione, Annalisa.-
- E ora?-
- O torni a casa. O fa l'amore con me.-
Annie.
Ps, essendoci deboli di cuore, il seguito (ANNALISA feat PASSIONE), per ora lo tengo per me.
20 febbraio

Flussi di parole...

Chi sono? Ultimamente me lo sto chiedendo spesso. Chi o cosa sono? O meglio, chi o cosa sto diventando? Perchè esteriormente, agli occhi di tutti, io sono sempre l'Annalisa che cresce, e come in tutti i 16enni, il corpo cambia. Ma dentro, dove solo io posso arrivare, sento che cambio, ma nessuno se ne accorge, perchè esteriormente nulla traspare. Ma io, ora più che mai, sento l'anima che spesso cambia d'abito, le sensazioni e i sentimenti che mutano spesso. Sembrerà strano, ma ora come ora mi sento vecchia, già vissuta: l'unica cosa che mi manca per concludere è morire. Sarà vero, allora, che i giovani corrono troppo? Peccato però che, non è che non sia giovane, ma non sono una giovane qualunque, credo...
Sempre ora come ora, non vedo nulla nel mio futuro, mi sento fallita già da subito. Non faccio accadere nulla di buono, e mi spavento dei miei stessi pensieri. Mi ritrovo ad odiare la voce di alcune persone, e quando ne sono circondata dentro di me nasce una vera e propria rivoluzione. Non posso farle tacere o ribellarmi, allora faccio un bel respiro e rispondo, senza far tremolare la mia voce dal nervoso.
Giro per le strade, con mille flussi di pensieri per la testa, e le lacrime che a contatto con il vento mi provocano brividi piacevoli.
Oggi, alla cassa del supermercato, avevo il solito sguardo perso e triste....all'improvviso noto un signore, davanti a me, sulla cinquantina, capelli grigi, occhi molto rossi, e cerotti che si intravedono dalla manica della giacca, che mi fissa. Continuo a tenere gli occhi bassi, ma sento i suoi occhi nei miei. Chissà cosa pensa a vedermi così? Mi sono chiesta. Sarà come il resto dell'umanità, che potrebbe pensare che sono appena uscita da una banale lite con un'amica o col moroso? Oppure riesce a percepire che c'è qualcosa di più profondo? Dopo di che l'ho guardato, e sono stata presa dal panico più assoluto, senza una spiegazione.
Quando esco con le amiche, qualche sorriso riescono a strapparmelo con i loro discorsi del cazzo (quanti tipi si sono fatte, quanto è gnocco quello, quanto è fashion l'altra...), ma per il resto sono sempre lì che vago negli spazi che amo, nei miei sogni, nelle mie passioni. Penso a cosa potrei scrivere, in quale melodia tuffarmi, a frasi che colpiscono.
Se c'è qualcuno come me, sono sempre lieta di venirne a conoscenza. Se invece c'è qualcuno che è come me perchè lo è diventato grazie a me, la cosa mi fa tanto piacere quanto il contrario. Ecco, sto di nuovo cominciando ad avere paura di ciò che penso. Perchè poi spuntano quelle persone, le uniche da me stimate, che non ci pensano due volte a darmi dell'egoista cosmica, della bambina viziata, che se non ha quel che desidera minaccia di correre dalla mamma a fare la spia. Ora smetto di difendermi, e ciò potrebbe far capire che sono cose vere. Invece, smetto, perchè psicologicamente non reggo più a questi insulti lanciati da certe persone. Quindi mantengo il silenzio, e me ne sbatto di come può venire interpretato.
Come posso essere stata viziata dalle due persone che mi han messa al mondo, se anch'essere rientrano nell'elenco delle voci che mi irritano? Posso essere viziata, sì, ma da me stessa. E chi non si concede qualche vizio?
Un'altra cosa divertente è vedere come io cerco di far capire determinate cose, e poi i risultati sono esattamente opposti. Allora mi piace chiedermi: e se io dessi alle cose il senso contrario? Perchè nulla ha un senso se non quello che gli dai tu. Da provare...
Dopo questi fiumi di parole, a cui potrete dare un senso tutto vostro, io vi saluto...vi saluto con una gran voglia di urlare...
VAFFANCULO!!!
Annie.
10 febbraio

The test!

 
Salve gente, come state?

Vi scrivo per ugurarvi un buon week, ed inoltre vi lascio un idirizzo dove troverete un simpatico test su di me: vediamo quanto mi conoscete! Vi va? Buon divertimento e scrivetemi il vostro punteggio! Un saluto, Annie.

 

09 febbraio

Un treno...

"C'è che prendo un treno che va a Paradiso città..." sostiene una canzone di Grignani, se non sbaglio. Non ascolto molto la musica italiana, ma questa frase, ed in particolare il testo di questa canzone li ricordo.
Un treno, da prendere, in un posto sconosciuto, in una stazione che non esiste, che viaggia su rotaie invisibili, il fischio lo senti solo tu, la destinazione è misteriosa quanto la partenza, anch'essa non esiste per occhi che non sono i tuoi.
Non ci sono capistazione, e neanche il macchinista, il treno lo guidi tu, col cuore, con la mente, e col desiderio di andare altrove. Non ti sono serviti soldi per pagare il biglietto, ma solo una grande determinazione nel volerlo avere, e ora che sei sul treno lo guardi, tra le mani. L'unica scritta presente è "arrivarai quando deciderai di essere arrivato". Quindi, il viaggio, non ha tempo o orari stabiliti, ma sei tu a decidere quando sei arrivato. Nessuna fermata in altre stazioni, senza persone da far salire o far scendere. Niente valigie.
Non c'è la paura di assopirsi nel proprio posto e mancare all'arrivo. Tranquilla ti leggi un libro, ti ascolti la tua musica, puoi alzarti e andare in bagno, mangiare, e intanto il treno va, va e non si ferma. Perchè non ti chiedi dove va quel treno che non esiste? Perchè non ti chiedi cosa ci fai tu lì sopra? In fondo sei tu che hai scelto di salirci, perchè non ti sei informata prima? Te lo dico io cosa è. Nel bene e nel male, tu stai fuggendo. Dal bene e dal male, tu stai sempre fuggendo.
Chi non ha mai desiderato di prendere un treno che va...dove deciderete che vada, che arriverà quando avrete deciso che sia l'ora di scendere? E come essere sicuri che quando si decide che è ora di fermarsi, quello sia proprio il posto giusto? Vi siete chiesti prima dove vorreste andare?
Se un treno così esistesse, avreste il coraggio di essere la sua vittima e nello stesso tempo il suo capo? Io si. Mi ci vedo già, vestita dei miei jeans preferiti, la maglietta Elements e sopra il maglioncino grigio. Al collo il mio mp3, in mano un libro che non mi stanco mai di leggere, e ai piedi le mie Adidas. In tasca però, manca il mio telefonino, non voglio essere disturbata nel mio viaggio. Ho anche carta e penna infiniti, nel viaggio non posso non dar sfogo alla mia passione di scrivere. Prima di sedermi percorrerei tutto il treno, per assicurarmi di essere sola. Poi, vicino a uno dei tanti finestrini mi siedo. Ma non ti annoierai da sola a fare questo viaggio? No, figurati, io ho scelto di fuggire, da presenze umane, non mi sentirei mai sola, ma libera dal sudiciume che mi circonda. E prima di partire ne sono convinta.
Poi passano i giorni, le notti, i giorni e le notti. Leggo il libro e la mia mente è avvolta dalle mie canzoni. Scrivo, tutto ciò che mi passa per la testa. Mi sposto, provo tutti i posti del treno, uguali. Dormo, e sogno.
Ad un certo punto del viaggio nel treno inesistente, qualcosa cambia. Ripenso a chi tanto mi avvertì che mi sarei potuta sentire sola, e io gli avevo testardemente riso in faccia. Ripeto, se stavo fuggendo da tutto e da tutti, dal bene e dal male, come potevo poi sentire la mancanza di tutto? Impossibile.
Eppure...Ripenso al viso di chi tanto mi aveva avvertito, ma i suoi lineamenti mi sfuggono. Inizio a stare male, i sedili sono sempre più scomodi, la musica, la mia musica, non la sento più mia, è solo un rumore fastidioso. Il libro diventa noioso, illeggibile. L'unica cosa che riesco a fare è scrivere, ma nelle pagine riverso pensieri malinconici, brutti, e la parola che spesso si prensenta è SOLITUDINE. Sono sola, e lo sento. Il giorno in cui la mia solitudine arriva al culmine, il treno inizia a rallentare. Penso che, inconsciamente, finalmente sono arrivata nel mio posto tanto atteso, dove niente e nessuno mi sarebbe mancato. Mi ci vuole, dopo un viaggio così. Scendo, sorridendo, mi guardo attorno. Semplicemente nulla è cambiato: sono tornata nel mondo dal quale ho cercato di fuggire. Per dieci minuti pieni mi guardo intorno sbalordita, ferita, non so se piangere e tornare nel treno, ritentare. Quando il mio sguardo passa dal treno che solo i miei occhi han deciso di vedere, e al mondo solito in cui ero tornata capisco, e sorrido. Semplicemente ho capito che cercare di fuggire in un mondo proprio consiste nel fare solo il viaggio, e finchè non ti senti sola sei soddisfatta dall'illusione che prima o poi arrivi in un posto da te scelto e solo tuo. Solo quando comprendi a pieno che, da chiunque si è circondati, sola non puoi vivere, allora lì arrivi. E continui la vita, come hai sempre fatto.
Annie.
 
05 febbraio

Spara!

Voltati, e assapora lo sguardo smarrito di chi si aspetta il tuo sorriso, e rabbiosa, spara.
Guarda negli occhi Lucifero, e invece di mostrargli la tua paura, spara.
Alzati, perchè stare inginocchiata davanti a Dio? Spara.
Guardati intorno, cosa vedi? Occhi felici, occhi delusi, occhi ansiosi, occhi odiati e occhi amati. Spara, non lasciarne traccia.
Cova per te stesso le tue passioni, falle proghedire, guai a farne parola, o ti ritroverai a dover sparare a persone che tanto si fidano. Perchè, spesso, la mia passione diventa vera e propria bravura di altri? Perchè scopro che mi piace fare una cosa, e di botto qualcuno che mai ci avrebbe pensato risulta addirittura migliore? Bam, spara.
Guarda dall'alto questo mondo dove ognugno ha una parte dell'anima che sta nell'ombra, e spara.
Illudi chi vicino ti sta, fino all'ultimo, e quando meno se l'aspetta, spara. Spara su chi non merita di morire.
Sii legata sentimentalmente a qualcune cosa sempre a metà, in modo che ti sarà facile sparare quando verrai a capire dell'ottusità umana.
Ti dici e ti chiedi molte cose sulla falsità di questo mondo, ma capisci che anche tu sei mondo, e anche io sono mondo. Nel momento in cui avrò sparato, mentre il sangue scorrerà fuori di te, non più dentro, forse ti accoregerai che il mio egoismo ha preso il sopravvento, che è davvero arrivato il momento di sparare anche a te. Eppure, sarei capace anche di sparare mentre vi dico che vi voglio bene, tanto.
Anche io ho la parte d'ombra nel volto, c'è chi vive con essa costantemente, chi, come me, la tiene come soprammobile.
Chi mai proverebbe a definirmi cattiva? Di solito, appunto, si preferisce egoista. Bè: fiera di esserlo.
Esserlo mi porta ad immaginarmi piccoli piaceri, che naturalmente non mi concedo, e a prendermi mie piccole soddisfazioni.
Giarti, osserva...quante cose, e hai colpi infiniti. Spara, spara prima su chi veramente ti ha fatto godere poco, poi su chi ti ha sempre falsamente guardato, spara nel cervello dei troppo cervelluti, spara nel culo di chi troppo bello ce l'ha, spara nelle mani di chi ha osato toccarti, spara negli occhi in cui hai peccato perdendoti, spara in chi tanto promette ma nulla mantiene, spara in chi inizia a pensare solo dopo che l'hai fatto tu, spara contro chi dopo aver pensato ha il coraggio di fare ancora meglio, spara per invidia, spara per orgoglio, spara perchè se sei te stessa nessuno può superare il tuo modo di esserlo, spara perchè se offri la mano c'è chi si prende tutto il tuo braccio, spara contro chi di te si nutre, spara chi si prende un impegno con te, qualsiasi, e poi mostra la voglia di mantenerlo pari a quella di un bradipo, e spara contro chi ti vorrebbe sparare.
Poi però ti sentirai sola. Ma dopo che avrai sparato e sarai soddisfatta, sparati, perchè tu non sei da meno. Dopo esserti sentita superiore, sentiti inferiore, per colpa di questi infami. Pam! Spara...
 
 
 
 
 
 
 
02 febbraio

Signor sì, Signor sì, Signor sì!

Salve!
Torno a scrivere sul mio blog, con la connessione a Internet che va e viene. E vabbè...
Due post fa ho scritto una dedica all'amore vissuto o da vivere, e mi è stato lasciato un commento molto interessante, dove questa persona chiedeva com'è possibile che una cosa mai vissuta può mancare.
Allora, pensandoci, mi è venuta in mente una cosa mia personale. In questo fatto, parlo della mancanza di una delle tante forme d'amore che io non ho mai vissuto, ma che mi manca, mi manca tanto: Anna. Anna, sono io, io sono Lei.
Io sono nata il 5 gennaio 1991, e nel maggio del 1990 mia nonna Anna, mamma di mio papà, è mancata. Man mano che crescevo, i conti mica tornavano: avevo tre nonni, non quattro!
Eheh, così semplicemente mi è stato detto, anche dolorosamente, che non avrei mai potuto conoscere la mia nonna Anna, e che per ricordarla decisero di mettere il suo nome a me, aggiungendo Lisa, Annalisa. Non ho mai dato peso alla cosa, andavo sì a trovarla al cimitero e a volte mi soffermavo a pensare a com'era, al fatto che molti mi dicono che sono come Lei. Solo poco tempo fa mi sono sentita molto legata ad Anna. E' scoppiato qualcosa in me che me la fa amare, più di qualsiasi altra persona. Magari, se fossi in vita, saremmo cane e gatto, chi lo sa...E solo in questo periodo, che non morirà mai, io ripeto spesso Anna mi manchi. Mi manca si, mi manca come se lei avesse fatto parte di maggior parte della mia vita, e poi mi abbia abbandonata. Mi sento proprio così.
L'altra sera mio papà mi stava facendo uno dei suoi soliti discorsi che io amo, sulla vita, quando ad un certo punto mi ha chiesto "Sai cosa mi diceva spesso mia mamma, cioè nonna Anna?", l'ha detto così, senza pensarci. Ho fatto di si con la testa, ma dentro di me ho pensato "Si, ti prego, dimmelo...", quasi un'implorazione. "Mi diceva sempre di rispondere alle richieste dei mie superiori dicendo Signor sì, Signor sì, Signor sì, anche se non mi piacevano, o non avevo voglia. Poi facevo come cazzo mi pare, e a modo mio arrivavo a fare le cose, che piacevano o meno, le facevo come più mi riuscivano". Quel Signor sì di nonna Anna mi è rimasto impresso.
La mattina, a scuola, pensavo come al solito alla mia nonna, e decisi di confessare una cosa a mio papà, così gli mando un sms con scritto "Signor sì, Signor sì, Signor sì! A volte mi da fastidio che nonna Anna mi abbia privato della sua presenza". La sua risposta è stata una grande rivelazione per me, ci sono rimasta scioccamente bene, e qualcosa di ancora più bello è scoccato in me. "Quando Lei è morta, Tu sei stata concepita. E' un segno di continuità e Lei ti ha voluto bene anche se non te lo ha più potuto dire", è stata la risposta di mio papà. Ci ho messo un pò a capire il segno di continuità...ma alla fine il concetto è arrivato, è come se io fossi Lei, ed è una cosa fantastica. Ora mi manca meno perchè vive in me, e l'amo ancora di più. Se lei ci fosse ancora, io sarei qui a scrivere? Forse no...O forse si. Vorrei tanto averla qui con me, però...Mi manca.
Ricordate: SIGNOR SI', SIGNOR SI', SIGNOR SI'. Annie.