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05 settembre

Solo delusione.

E quando ti trovi sospesa in cose che non sai.
Quando da semplici tracce mnestiche si ricreano valanghe di ricordi.valanghe di immagini.
E ti accucci,e sorridi.beata.
Rilassati.tanto lui non sta pensado alle stesse cose.
Se proprio deve pensare a qualcosa che ti riguarda,penserà ad un'eventuale prossima volta.
Ormai il passato è passato.per lui.
Rilassati.sei da sola a viverlo.
Certe cose vanno fatte in due.tu stai facendo tutto da sola.lo vivi.ti vivi.vi vivi.
Perchè stare bene quando si può tranquillamente soffrire?
L'amore non può nascondere il dolore.ma tu prova a sovrastare l'amore con il dolore.
Godrai di piccole soddisfazioni.minime.impercettibili.
Basterebbe.diventare.come lui.peggio di lui.oltre lui.
E' come un regalo di natale:incartato.ma fregatene di cosa c'è dentro.
Guarda con estrema indifferenza la carta.consumala.tagliala.
ma.fregatene.di cosa.c'è dentro.
se ci pensi.tanto.già lo sai.cosa troveresti.
[delusione]
queste parole son già piccole ed impercettibili soddisfazioni
di un animo che deve imparare a vivere con più cinismo.
vero,angioletto?
basta la tua mano.
stanotte.
sono felice.
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Annie.
 
22 agosto

Poca roba

E Lei prova a lasciarlo andare. A lasciarlo vivere.

Lo lascia evacuare in terre lontane. Terre ancora più lontane.

Ma non senza poterlo guardare. Volesse dire vendere Anima e Corpo alla terra.

La stessa terra che i suoi piedi calpestano ogni giorno.

E da li lo vede. Sempre.

 

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In silenzio. Poca roba. Annie.

05 luglio

L'uomo diverso.

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L’uomo diverso è triste, accucciato nel suo dolore.

Quella volta ha provato a soffocare la sua anima riflessa in uno sporco pezzo di vetro, ma ormai era troppo tardi. Era così. Contro il volere di tutti.

Prima si è odiato, si è vergognato. Poi si è amato, si è voluto.

Pensò che la motivazione di quella sua natura fosse il suo amarsi. Amava perdersi nei suoi stessi occhi. Amava coccolarsi. Amava odorarsi, toccarsi, piacersi. Era così.

Quando accettò l’amore sconsiderato che provava per se stesso, salì nel suo cuore la voglia di donare ad un uomo come lui un pò di quel bellissimo sentimento. Era così. Contro il volere di tutti.

Trovò l’amore appena in tempo per vederselo portare via.

Così, l’uomo diverso, ha di nuovo paura, mista a vergogna. E rabbia. Si ritrova solo, odiando se stesso, e amando colui che gli è stato negato.

Sa che troveranno anche lui. Sa che non potrà sfuggire.

L’uomo diverso è triste, accucciato nel suo dolore. Flash di momenti felici alimentano il suo dolore, ma anche il suo amore.

Chissà. Se tra cento anni l’umanità lascerà libero spazio. A noi uomini diversi.

Pensa l’uomo diverso – e triste – mentre un paio di braccia riscuotono violentemente il suo corpo nudo. E lo portano via.

Chissà. Se almeno lo potrà vedere. Ancora una volta. Prima di morire. L’Amore.

 

 

[Annie]

01 luglio

Amandosi.

Che voglia, amore.
 
La prende per mano. Corrono. Due vite giovani fuggono dalla folla, alla ricerca di posti dove difficilmente giunge l'occhio umano nel momento in cui c'è l'Amore. E che quando arriva, difficilmente nota le dolci tracce lasciate dal bel sesso.
Due giovani vita quasi alla ricerca di se stessi, di brividi che ogni volta sembrano quelli della prima volta. La loro età, proprio la loro, è quella dove tutto accade per la prima volta.
 
Ecco. Qui. Ho voglia di amarti.
 
Si scambiano sguardi pieni di complicità, sguardi che esprimono lo stesso parere e che desiderano le stesse cose. Baci ininterrotti, lunghi o brevi, dolci o violenti, bagnati o semplicemente umidi. Mani che accompagnano questa frenetica danza, che si aggrappano l'uno nel corpo dell'altra, come a dire che tutto ciò sarà per sempre.
Lui la spoglia, ritrovandosi tra le mani quel piccolo corpicino, così semplicemente perfetto e candido. Lo avvinghia con vigore, lo vuole tutto. Prende tra le mani il seno, sa che a lei piace molto, lo stringe con delicatezza, abbassandosi se lo porta alla bocca. E gioca, gioca con quei bellissimi capezzoli, fin quando sono duri. Così la bacia di nuovo, continuando il gioco della lingua, con le mani. Lei tira leggermente indietro la testa, e così anche gli occhi, emettendo dolci sospiri di piacere dalla bocca semi aperta.
Lui si spoglia, toglie la maglietta mettendo in mostra anni di palestra. Addominali scolpiti, ed ora anche bagnati, perchè lei lo bacia, se lo bacia tutto. Gli toglie i pantaloni e i boxer, e lo abbraccia stretto. Sente su di lei tutto il suo calore e tutta la sua eccitazione. Lui sogna, chiude gli occhi al tocco di quelle manine fatate. Si sente scoppiare.
Si abbassa, allora, e si siede ai piedi di lei. Passa le mani lungo le cosce, soffermandosi all'interno. Con piccoli movimenti della lingua, si sposta sul ventre, fino ad arrivare al suo paradiso. E' bello, è bagnato, è suo. E lo assapora, prima ai lati, poi al centro usando prima la punta della lingua. Sentendo che la voglia di lei piano piano aumenta, vi affonda completamente e beve tutto il suo sapore.
Prendendole i fianchi la fa accucciare su di lui, e immediatamente i due sessi si urtano. Pulsano, fremono. Lei punta le ginocchia, e con l'aiuto di una mano fa sparire un primo tratto di lui dentro se. Di nuovo compie quel movimento con la testa, stavolta più secco, il piacere è maggiore; la butta indietro, aprendo la bocca e gemendo. 
Con un colpo veloce, si siede completamente. Se lo sente dentro, e inizia a muoversi, piano, su e giù. Insieme gemono, si guardano, si baciano e danzano. Una danza lenta, poi veloce, e poi di nuovo lenta.
E insieme arrivano là, dove l'Amore è sempre bello, all'apice del loro piacere, e della loro passione. Tutto ciò con tanto Amore.
 Ti amo. Ti amo. 

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[Annie]

26 giugno

Patetico.

Stanza che profuma di fiori all'arancia. Lei. E' stesa sul letto con in mano l'mp3 e le cuffie nelle orecchie. Il volume è decisamente alto, dovesse passare uno dei genitori nel corridoio sentirebbe. Quello non è il suo mp3. Ha deciso di fare scambio con una sua amica. "Tieniti il mio mp3, e ascoltati un pò di sano metal" le aveva detto. "Ok, e tu ascoltati il sano commerciale...". Sai che roba. Lei odiava quelle canzoncine misere. E quell'mp3 ne era pieno. Tiziano Ferro urla che non se lo sa spiegare, ma allora che cazzo rompi le palle a me, non spiegartelo. Oh, senti, i Gemelli Diversi sono finiti in soffitta e hanno trovato delle foto ricordo. E così via...
Ad un certo punto iniziano le note di quelle classiche canzoni che lei definisce altamente patetiche. Quelle che parlano di un amore distrutto, di un cuore spezzato. Insomma, se una persona sta male e vuole incentivare il suo dolore, basta che ascolta minchiate di questo genere. La voce le sembra quella di Laura Pausini, ma sa che quella canzone non è sua. Fa così:
 
Cinque giorni che ti ho perso
quanto freddo in questa vita
ma tu
non mi hai cercata più.
Troppa gente che mi chiede
scava dentro la ferita
e in me
non cicatrizzi mai.
Faccio male anche a un amico
che ogni sera è qui
gli ho giurato di ascoltarlo
ma tradisco lui e me.
Perché quando tu sei ferito non sai mai
oh mai
se conviene più guarire
o affondare giù
per sempre.
Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere
e proprio io che ti amo ti sto implorando
aiutami a distruggerti.
Cinque giorni che ti ho perso
mille lacrime cadute
ed io
inchiodata a te.
Tutto e ancora più di tutto
per cercare di scappare
ho provato a disprezzarti
a tradirti a farmi male.
Perché quando tu stai annegando non sai mai
oh mai
se conviene farsi forza
o lasciarsi andare giù
nel mare.
Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere
e proprio io che ti amo ti sto implorando
aiutami a distruggerti.
Se un giorno tornerò nei tuoi pensieri
mi dici tu chi ti perdonerà
di esserti dimenticato ieri
quando bastava stringersi di più
parlare un po'.
E proprio io che ti amo ti sto implorando
aiutami a distruggerti.
 
Niente di più patetico. Secondo lei sono fatte apposta queste canzoni. Apposta per distruggersi nel dolore. Una persona sta male, non sa che fare, allora si ascolta queste parole così incoraggianti, prende un pala, scava una fossa e ci si butta dentro.
Però si chiede, quando si sta male per Amore, si pensano davvero queste cose così patetiche? Perchè se non le si pensano, ne si va alla ricerca, ed ecco che qui nascono testi di questo genere. Ma così le sembra davvero eccessivo. Aiuami a distruggerti. Amore mio come farò a rassegnarmi a vivere. Non esiste essere forti e rialzarsi a testa alta. Bisogna per forza incentivare a piangere e cadere giù. Nel mare.
Con nella testa pensieri di questo genere, senza accorgersene rimette la canzone da capo. E ancora, e ancora...
E ascolta quelle parole. L'ho perso da 10 giorni, Lui. Pensa, facendo un piccolo calcolo. Di lacrime ne saranno cadute più di mille, e non fa solo freddo nella mia vita, si gela. Si dice. In effetti è così dura continuare a vivere, forse lui è l'unico che potrebbe aiutarmi a distruggere tutto quello che è stato. Continua a pensare. Però qui non ci sono cellulari che volano dalle finestre perchè vederli non suonare fa male. Non parla di mani che strappano i capelli, quasi come se stessero cercando un appiglio per non cadere. Nel mare. Cazzo. Ma che cazzo dico? Io non ho bisogno di queste canzoncine per capire che ho il mal d'Amore. A me basta il mio dolore, non ho bisogno di quello che queste minchiate trasmettono. Io non ascolto e non do peso a questa dannata musica commerciale.
Io... Io... Io stasera. Sono patetica. C'è poco da fare.
 
Buio. Stanza che profuma di fiori all'arancia. Lei. Stesa nel letto, dorme profondamente. Dal lato del letto pende l'mp3 dell'amica. E se uno dei genitori passasse nel corridoio, sentirebbe la voce di Laura Pausini a tempo indeterminato. Se si avvicinasse al letto e guardasse l'mp3, noterebbe la scritta REPEAT lampeggiare nel piccolo schermo. E se guardasse Lei dormire, vedrebbe piccole lacrime uscire con difficoltà dagli occhi, chiusi. Classica scena che Lei definirebbe patetica.

[Annie]

19 giugno

The Great Final

Ora, qui, detto io il grande finale.
Il [nostro] grande finale che da vita ad un [nostro] glorosio inizio.
 
...E poi ci sono quelli come me, e come Te. All'inseguimento dell'Amore diverso.
Coloro che se lo impongono come motivo di vita
E noi corriamo, corriamo, corriamo.
Ma anche per noi esiste l'anima gemella, da qualche parte.
E quelli come me, e come Te la trovano. La amano. Ma non l'hanno. La rincorrono.
Quelli come me, trovano Te. E quelli come Te, hanno trovato me.
Ci siamo trovati.
Ma io non osavo dirtelo.
 
Hai scelto un posto fresco
e hai inciso sulla mia schiena una barca.
Usando le unghie, molto lievemente,
hai disegnato le onde.
Una barca che solca oceani calmi e azzurri...
Con Te, cerco tutto ciò che sa di fresco e libertà.
Brividi che migliorano l'effetto mare,
l'effetto libertà, l'effetto Amore.
 
Io non osavo dirtelo.
Ma vado oltre...Al ti amo...
 
Dedicato ad un amico.
Ad un anima.
A me gemella.
Diego.
 
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[Annie]
 
07 giugno

Diario di un Assassino - Final Destination

Eccoci arrivati, finalmente.
Porca puttana, questi riflettori puntati addosso mi impediscono di vedere bene gli spettatori posizionati sulle gradinate più alte.
Ma qui in basso vi si vede, eccome. Però nelle prime file si siedono sempre le "persone imporanti", quelle formali, quelle che manco a morire ti applaudono o ti sorridono.
[Manco a morire...Peccato, siete qui per questo!]
E cazzo, fatevi sentire! Bene.
Iniziamo con le presentazioni, per non essere maleducati. Piacere, io sono Inutile. Un'Inutilità che dove la metti non sta, che svolge male i propri compiti e che vuole tutto senza aver voglia di dare niente. Inutilmente mi vergogno solo del fatto di non vergognarmene.
 
Mi sento emozionato, lo ammetto.
Ho sempre pensato che Inutile lo sono diventanto piano piano,
a causa vostra. Infatti, voi qui presenti siete un pubblico
da me BEN selezionato. Uno per uno.
Testa di cazzo per testa di minchia. E morirete tutti.
Farete, qui, la vostra inutile fine che darà inizio al mio inutile inizio.
 
Se tendete bene le vostre orecchie potrete accorgervi del dolce suono che eccita la mia Anima, e se annusate l'aria, prima che si impregni dell'odore del vostro sporco sangue, potrete tastare il gusto che pervade la mia bocca affamata. Guardate! Come tremano di gioia le mie mani, e toccate il sudore che cola dalla mia fronte.
Eh si, poveri cari. Poveri inutili pezzi di merda. Che avete rovinato la mia Inutile vita. Come vi siete permessi? Come avete osato tentare di trasmettere a me la vostra IGNORANZA? Con che coraggio mi salutate per strada dopo avermi gettato chili di merda addosso? Io non me ne sono mai lavato. No. Però ho accumulato, accumulato, accumulato. Ed ora, morirete sommersi da tonnellate della vostra stessa sporcizia.
Per non indulgiare oltre, non dite le vostre ultime preghiere, venite semplicemente incontro alla vostra gloriosa, inutile [come me], sporca e fottuta destinazione finale.
 
Si, incamminatevi anche voi che
almeno una volta nella vita avete ammesso di amarmi.
E che, maledettamente, ho ricambiato.
 
Ossequi. L'Assassino.
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21 maggio

Alziamoci.

Dammi un motivo e io ti do tutte le risposte che vuoi.
 
L'Amore è una sedia sulla quale l'uomo si riposa dopo essersi affannato per raggiungerlo.
Non so se hai mai notato la differenza, netta, che divide l'Amore non ricambiato a quello ricambiato.
Nella fase che coinvolge un individuo, innamorato di un altro individuo, da conquistare, le corse e i salti mortali che si fanno sono enormi e numerosi. L'innamorato è sempre così presente, premuroso, dolce, ti sveglia la mattina e ti culla la sera; trova sempre le parole più adatte per dirti anche solo ciao, anzi non sta mai zitto. E' un vero sogno per chi ne è vittima, tanto che arriva quel giorno, inesorabilmente che la scintilla scatta anche dalla parte dove non c'era, e nasce il cosidetto Amore.
Ma signori, siamo uomini, quindi com'è possibile che una favola come questa possa continuare? Infatti, finisce. Nello stesso istante in cui termina la corsa e l'uomo si siede sul suo trofeo. Sull'Amore, sul mio Amore, sul Tuo, sul Vostro. Ti siedi Tu, mi siedo io, Vi sedete Voi.
Ormai lo scopo è raggiunto, tutto ciò che bisogna fare è amare. Da fermi. Ed è molto più comodo che farlo in movimento.
Ma io mi chiedo! Perchè smettere di correre? E' come smettere di viverla, una storia. E mi rispondo, ponenondomi altre domande: e se io ti amassi con un eterno dubbio? Dovrai rincorrermi a vita. Così sarà un vero godimento, una cosa che varrà la pena di vivere! A questo punto l'Amore non potrebbe semplicemente rimanere un sogno irrangiungibile per l'umanità? Così, a voglia se corriamo. Senza mai fermarci. Senza mai stancarci di nutrirci e nutrire di e con esso. Godendo a pieno il vero e puro Amore. Ci possiamo provare? Fortunato chi riesce. Uomo, chi no.
Ma tornando alla mia richiesta e alla mia motivazione: il bisogno di correre verso un Amore che non c'è mi logora; sento del peso sul mio Amore, qualcuno deve essersi seduto. Non posso, non riesco a correre ancora, e nessuno vuol farlo con me. Perchè ormai, siamo tutti, siete tutti seduti.
 
Allora? Questo modo veloce e dolorosamente dolce per morire quel'è?
 
 
 
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PIANGO ALL'IDEA DI VOLER MORIRE COSI' UN GIORNO ASSAI VICINO.
MA PIANGO ANCHE ALL'IDEA DI DOVER VIVERE. SENZA POTER VOLARE.
 
Annie.
 
 
 
[Non è per forza uno scritto AUTOBIOGRAFICO]
17 maggio

INUMANAMARE.

Non c’era una volta. Non c’è ora. E non ci sarà in futuro. Tutto quello che uscirà scritto in questa pagina non esiste, non è cosa per l’uomo, ma io mi spingo verso limiti che non esistono e qui lo dico e qui lo nego, io oggi amo come se non facessi parte dell’umanità. E tu amerai insieme a me.

Perchè ad un certo punto due persone si ritrovano in una parte della loro vita rendendosi conto di aver amato solo una volta. Solo una volta l’Amore ha colpito il loro cuore, l’Amore quello che non esiste, quello fatto anche solo di sguardi, di carezze, di sorrisi e sussurri. Un Amore che ora è vacuo anche per loro, e che manca molto.

Due persone differenti in tutto e per tutto, ma con esigenze così simili, alla ricerca di quel sentimento che tutti facilmente, troppo facilmente, chiamano Amore, ma che nessuno sa provare, vivere, sentire dentro.

La loro storia esiste, ma non c’è, non qui. E’ molto semplice, ma non prevedibile.

Lui si ritrova a vedere in Lei ciò che lo pervase un’unica volta nella vita. E viceversa. Ma i due non si amano, e non vivono per sempre felici e contenti. Lei ama ciò che ricorda guardandolo, parlandogli. Lui ama in Lei il ricordo. Non può amarla diversamente, non può amarla nel significato puro e vero del sentimento, può amarla solo col bisogno di averla ma con la consapevolezza che mai l’avrà. Rimanendo così fermamente convinto che l’Amore in fondo esiste, senza poterlo mai afferrare, dandosi così un motivo di vita.

Lei lo ama senza volerlo, senza la possibilità di averlo, ma con il forte bisogno di amarlo. Di saziarsi, di nutrirsi di Lui.

Si amano così. Come l’uomo non sarebbe mai in grado di fare, perchè l’uomo ha bisogno della carne, del contatto, perchè l’uomo vuole il presente e vuole i fatti, l’uomo è avido di sentire il piacere invadere le proprie viscere, e all’uomo non importa dei sentimenti che potrebbe aver provato in passato, all’uomo resta solo il ricordo del dolore mentre il ricordo della gioia va sempre scemando, perchè egli ne vuole ancora, ora, al presente, sempre di più, e ancora, e ancora...E lo stesso uomo probabilmente si sentirà offeso a leggere tal parole.

Il loro Amore-ricordo li rende vivi, li rende unici e speciali, li unisce, li rende fieri e li porta fuori dai limiti della mente ottusa, perchè loro non vogliono fari sopraffare dalle abitudini e dalle usanze di un mondo che non li appartiene, ma che li ha caricati sopra lo stesso, continuando a girare anche con due esseri nettamente diversi.

 

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Annie.

11 maggio

Una Piccola incompresa ^_^

 
Cosa c'è di meglio del calore che, in pieno inverno, la mattina, uno sente ancora sotto le coperte?
E cosa c'è di peggio che la propria mamma che ti scopre fino ai piedi, spazzando in cinque secondi il calore acquisito in 10 ore di sonno? Semplicemente niente! E lo sa pure una bambina di 4 anni, una mattina come tante, svegliata bruscamente dalla mamma in questo modo orrendo.
E di andare all'asilo non ne ha voglia, figuriamoci di scendere da quel letto. Cerca disperatamente di tirare su quelle maledette coperte. Ma la mamma le trattiene! Un mattino ha anche provato un trucchetto: svegliarsi poco prima, pizzicarle sotto il mento, e aspettare trionfante l'arrivo della mamma. Ma la santa donna ha una forza sovraumana, tira le coperte e... - AHIA!!!- una bella striscia rossa fimmeggiante sul collo. Un bruciore assurdo. Idea scartata!
Quella mattina la piccola sente anche un pò di fastidio alla pancia, ma inutile: all'asilo si va. E la mattinata vola tra giochi con gli altri bambini, preghierine, suore di qua e suore di la. Amen!
Poco dopo pranzo, prima del sonnellino, il mal di pancia si fa risentire, e stavolta molto forte. Che fare? Neanche il tempo di pensarci che...Si, insomma: decide che conservare la cacca nelle mutande è meglio che correre fino in bagno.
- Annalisa, ti sei fatta la cacca addosso?- le chiede la suora, annusando l'aria, mentre la corica nel suo letto.
- No no!- risponde la piccola. Fiu, salva! La suora ci crede. Passa un bel sonnellino a girarsi e rigirarsi (spalmando bene il contenuto delle mutande) quando è ora di svegliarsi e di andare in bagno a fare la pipì. Dramma! Entrare nel bagno significa tirarsi giù i pantaloni, e avendo la cacca ormai al livello delle ginocchia, è un guaio assurdo. Nessun problema per la bambina, si chiude nel bagno, lascia passare un minuto nel quale si guarda un pò intorno, tira l'acqua ed esce.
Il pomeriggio prosegue normalmente per Annalisa, la sua puzza, e le mutande piene.
- Annalisa, tuo papà è arrivato a prenderti!-
Meno male, già si sentiva il sederino in fiamme! Sale in macchina, ma non osa sedersi, così resta in piedi tenendosi nel poggiatesta del sedile davanti.
- Mi sono fatta la cacca...- inizia a dire.
- Si sente, tranquilla!- la interrompe il papà.
A casa la mamma è già li che l'aspetta. Con la punta del pollice e dell'indice, a mo di panno, solleva quall'ammasso di...quella dolce bambina, e la porta in bagno. La spoglia, la siede sul water e da lì le sfila le mutandine (aumentate di una taglia per tutto quel contenuto!) e, senza pensarci glielo lascia sul pavimento ai piedi della tazza. Si assenta giusto il momento per prendere il cambio della bambina. Intanto quest'ultima, essendo piccolina, non arriva a toccare coi piedi per terra, così si mette a muoverli avanti e indietro canticchiando. Un piccolo pezzo di cacca che spunta dalla mutandina le si attacca al calzino, e, schifata lo guarda immobile. Che fare? La mamma rientra nel bagno giusto in tempo per vedere Annalisa muovere il piede velocemente con un pezzo di cacca attaccato, finchè...Pam, finalemente riesce a staccarsi e via, a mo di caccola sparata a mille con le dita parte e si spiaccica al muro.
Purtroppo non si può sapere cosa inizia a sbraitare quella santa donna, poichè le risa della piccola sono nettamente superiori. Tanto da farsi la pipì addosso. Per fortuna è già seduta sulla tazza!
 
Annie
 
 
08 maggio

Un cavallo. Perchè no?

 
Voglio denunciare una violenza.
Io mi sono violentata.
Qual è la mia pena?
Essere ciò che sono,
ma convinta di voler essere altro.
Avere i tratti della mia vera natura.
 
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Cavallo selvaggio.
Mi violento.
E cavalco via.
 
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04 maggio

Una Piccola Storia Ignobile

 
Un sospetto crudel del mal franzese,
un tor danari ò drappi ad interesso,
per darli, verbigrazia, un tanto al mese;
un dirmi ch'io vi torno troppo spesso,
un'eccellenza del signor marchese,
eterno onor del puttanesco sesso;
un morbo un puzzo, un cesso,
un toglier a pigion ogni palazzo,
son le cagioni ch'io mi meni il cazzo.
 
[Il Sonetto Della Puttana - Berni]
 
Quel maiale maschilista e pederasta del Berni non aveva
capito niente di queste donne e delle donne in generale:
aveva fatto bene quello che lo avevo avvelenato.
[Una Piccola Storia Ignobile - Alessandro Perissinotto]
 
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Lei lo guarda dormire. E' abituata al russare dei caproni che dopo essersela battuta in un hotel, si addormentano. Ma lui è diverso. Le piace guardarlo, nudo, con la pancia in giù, abbracciato al cuscino. I muscoli belli definiti della schiena, sono affascinanti, tanto quanto quelle braccia possenti che l'hanno dominata. Natiche perfette, scolpite.
Osservando il suo viso, con la barba sfatta, e la bocca semi aperta, prova ad immaginare quale fosse la sua vita.
Come mai un uomo così bello aveva bisogno di andare a donne?
O come mai un uomo così bello avrebbe dovuto tradire la moglie?
Solitamente non si sofferma mai su questi particolari. Anzi, è sempre inpaziente che il cliente si svegli per riportarla sul posto, prendere i soldi, e partire con un altro servizio. Ma lui è bello. Il suo sesso e la sua pelle sono puliti, profumati.
Avevano fatto sesso, e lei lo avevo sentito. Mentre le era dentro, non pensava a che cifra strappargli, a quale scusa usare per aumentarla. No, se l'era sentito dentro, come non aveva mai sentito nessuno fino ad allora.
Il suo [loro] lavoro è quello di soddisfare i desideri arrapanti di uomini vecchi, obesi e bavosi, e nessuna si è mai preoccupata di godere. Neanche lei, ma quel giorno le rimase addosso il piacere e la passione del vero sesso.
Lui non l'aveva abbordata con lo sguardo famelico e porco di chiunque, ma con un sorriso gentile. Non l'aveva sbattuta nel letto chiamandola troia, ma se la giocò con estrema dolcezza e sensibilità. Lui non si preoccupò di provare piacere, lui gliene donò tanto, quasi con amore.
Lui non fece sesso con una troia. E lei non fece sesso come se fosse un troia.
Immersa in questi pensieri, sempre con lo sguardo fisso sul quell'angelo, prova pena per se stessa. Ma anche una immensa gioia per l'emozione provata.
Lui si sveglia, e con il solito fare dolce, si veste, la veste, parlando del più e del meno come se nulla fosse.
In macchina cantano insieme una canzone che dava la radio, e ridono come due normalissimi amici.
Vedendoli, nessuno penserebbe ad una troia con un cliente. A due amanti si. Addirittura a padre e figlia.
Lei è felice.
- Quanto ti devo?- chiede imbarazzato. Quella domanda arrivava inosorabilmente da tutti. Lui non poteva mancare.
- Niente.-
- Come niente? Per caso non ti è piaciuto?-
- E' stato bellissimo. Appunto per questo non voglio niente. Va' pure.-
E se ne va.
Non sa neanche il suo nome.
Nella mente di lei, dolci parole...
 
...Rimani un pò con me
dammi il meglio che hai,
...Rimani un pò con me
quel che voglio lo sai,
L'hai già capito anche tu,
ne ho un bisogno immenso...
[Un'Ancora Nel Vento - Eros Ramazzotti]
....di Amore.
E lei decide di amarlo. Comunque. Sempre.
 
 
[Annie]
28 aprile

Quando mi fermo. E penso.

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A volte mi fermo.
Sulle spalle sento il peso delle ali. Ma di volare, non ne ho voglia.
Quindi mi siedo sulla mia pietra fredda, dura, e scomoda.
Una pietra posta in alto, al centro della mia vita. Che mi dona una bella visuale.
A volte mi fermo.
Anche solo per vedere se corro troppo.
Ora sono ferma, e guardando la mia vita, penso che sarebbe bello non sentire questo peso. Delle ali.
 
Ho imparato che anche i migliori a volte si rivelano mediocri.
Ho imparato che amare non significa volere o avere, e quindi non ho niente. Pur amando tutto e tutti.
Ho imparato che se provi i sentimenti a metà, la parte vuota aiuta a non soffrire.
 Ho imparato che imparare, non vuol dire applicarsi. Ma sapere solamente come stanno le cose.
Quindi. Ho imparato ad imparare.
 
C'è una cosa che ho imparato, ma anche applicato.
Solo una, la peggiore.
Che a volte è meglio lasciare perdere.
Salire in piedi sulla mia pietra, strapparmi le ali,
e urlare.
V A F F A N C U L O .
 
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Annie.
25 aprile

Amanti dolcissimi...

By Strawberry89
 
La cosa più grande che Tu possa imparare è amare
e lasciarTi amare.
 
Scrivi...racconta la Nostra storia, così...io sarò sempre con Te.
 
[Moulin Rouge - 2001]
 
 
Amante dolcissimo,
spogliami petalo per petalo.
Prendi le mie labbra fra le dita
e baciami intensamente.
 
Amante dolcissimo,
fammi Tua nella notte silenziosa,
dove qui nasce e qui muore il nostro Amore.
 
Amante dolcissimo
e proibito,
io che Ti amo per sbaglio,
addio.
Và, e salvati da questo mondo
che da sempre mi appartiene
e mi lega all'Amore come fosse un gioco.
 
 
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Amante dolcissima,
che ami davvero per la prima volta.
Il Tuo corpo vibra di vero Amore sotto il mio.
 
Amante dolcissima, a far finta di amare
in questo posto sbagliato.
Vieni via con me.
 
Amante dolcissima,
perchè mi dici addio?
Il Tuo Amore non può essere svanito così.
 
Amante dolcissima,
io non me ne andrò senza il Tuo cuore.
 
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[Annie]
 
 
Come what may...
Qualunque cosa succeda...
I will love you until my dying day...
Ti amerò fino alla morte...
 
[Moulin Rouge - 2001]
 
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23 aprile

Il mondo dei Piccoli.

Ciò che state per andare a leggere è il diario segreto Barbie, che segreto più non è,
di una bambina di 7 anni. Che ora ride divertita, all'età di 16, rileggendosi.
 
 
BARBIE: Il Diario Segreto.
 
 
VIVA LE FESTE!
-ANNOTA QUI SOTTO LE DATE DELLE PROSSIME VACANZE:
io non lo so esattamente ma credo come quest'anno.
 
 
LE DATE DA NON DIMENTICARE!
-IL COMPLEANNO DELLA MAMMA:
6 novembre.
-IL REGALO CHE HAI SCELTO PER LEI:
un anello.
-IL COMPLEANNO DEL PAPA':
25 luglio.
-IL REGALO CHE HAI SCELTO PER LUI:
una maglietta da ciclista.
-IL COMPLEANNO DELLA TUA MIGLIORE AMICA:
27 dicembre.
-IL REGALO CHE HAI SCELTO PER LEI:
una Barbie.
-IL TUO COMPLEANNO:
5 gennaio.
-IL REGALO CHE SOGNI DI RICEVERE:
la sfera pokè con le biglie, la sfera pokè che ruba i pokemon e il pokedex.
-QUELLO CHE TI PACEREBBE TROVARE SOTTO L'ALBERO IL PROSSIMO NATALE:
quello che ho scritto sopra e Kota Kota il villaggio indiano.
 
BUON APPETITO!
-ANNOTA QUI SOTTO QUELLO CHE PREFERISCI MANGIARE AL MATTINO PER INIZIARE BENE LA GIORNATA:
il latte con il nesquik e puciare le brioke.
-QUAL è IL TUO PIATTO PREFERITO?
il mio piatto prefertito è la pizza.
-QUAL è IL TUO DOLCE PREFERITO?
il mio dolce preferito è il tiramisù.
 
LE TUE STAR DEL CUORE!
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DEL TUO CANTANTE PREFERITO:
max pezzali e bon jiovi.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DEL GRUPPO MUSICALE CHE VORRESTI APPLAUDIRE IN CONCERTO:
883 e bon jiovi.
-SCRIVI QUI SOTTO LE TRE CANZONI CHE TI PIACE DI PIU' ASCOLTARE:
iz may life, nientaltro che noi, la regina del celebrità.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DEL TUO ATTORE PREFERITO:
aldo.
-SCRIVI QUI SOTTO I TITOLI DEI TRE FILM PIU' BELLI CHE HAI VISTO QUEST'ANNO:
tre uomini e una gamba, la carica dei 101, il ciclone.
 
LEGGERE, CHE PASSIONE!
-SCRIVI QUI SOTTO I TITOLI DI TRE LIBRI CHE HAI TROVATO DAVVERO FANTASTICI:
pampalù, il gatto con gli stivali, palloncini e ravioli.
 
CAMPIONESSA DA RECORD!
-SCRIVI QUI SOTTO LA DISCIPLINA SPORTIVA CHE TI PIACE DI PIU':
nuoto.
-QUEL è IL RISULTATO SPORTIVO DI CUI VAI PIU' FIERA?
nuoto.
-QUAL è L'AVVENIMENTO SPORTIVO CHE TI HA EMOZIONATO DI PIU'?
nuoto.
 
VIVA LA SCUOLA!
-QUEST'ANNO HAI FREQUENTATO LA CLASSE: 2^C
-SCRIVI QUI SOTTO DOVE TI PIACEREBBE ANDARE A FARE UNA GITA CON LA TUA CLASSE:
a Roma perchè il mio maestro Francesco se ne è andato la.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DELLA TUA INSEGNANTE O DEL TUO INSEGNANTE PREFERITO:
Antonella, Francesco, Cristina, Andreina.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DELL'ALLIEVO PIU' DILIGENTE DELLA CLASSE. SEI PER CASO TU?
no, è Hui.
-SCRIVI QUI SOTTO IL NOME DELL'ALLIEVO PIU' INDISCIPLINATO DELLA CaLSSE. SEI PER CASO TU?
no, è Manuel.
-LE TUE MATERIE PREFERITE SONO:
italiano.
-I TUOI VOTI DELL'ANNO SONO:
ottimo, bene, brava.
 
FINALMENTE IN VACANZA!
-PARTIRAI INSIEME A:
mamma, papà, fratello.
-ANDRAI A:
Aosta.
-IN VALIGIA NON DIMENTICHERAI DI METTERE:
il diario segreto, e il calendario degli 883.
 
DA GRANDE DIVENTERAI...
-QUANDO DIVENTERAI ADULTA LA TUA VITA SARA' MOLTO PIU' difficile E MOLTO MENO facile.
-INTORNO A TE CI SARA' la gente, i bambini, il diario segreto e Gesù.
-NELL'ANNO 2010 NON DOVREBBE PIU' ESSERCI nulla, almeno credo.
-DA GRANDE VORRESTI FARE:
la cantante.
 
 
 
 
 
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Annie.
21 aprile

O Me...O Me.

 img by mondoglitter.it
 
IMMAGINAMI COSI'
La Tua figura divina, vestita di candido.
Confessa, cosa faresti?
Da quell'acqua vorresti riafforare dolcemente
e percorrere le mie infinite gambe.
Con mani tremanti e la voglia negli occhi
Ti inginocchi a me.
Vuoi amarmi così?
Vuoi avermi così?
Esplora il mio paradiso.
Passeggia sul mio ventre, ti sento vibrare.
Assaggia i miei caldi seni,
che si accendono al tuo tocco delicato.
Vorresti amarmi così?
Strisceresti come un verme fino a Me.
Oseresti guardarMi con occhi vogliosi.
Mi toccheresti con mani tremanti.
Useresti questa creatura Pura, solamente per i tuoi sogni
essere contaminato.
 
Mi spiace. Così non mi avrai mai.
Semplicemente Io.
Semplicemente Me.
Puoi amarmi così?
 
 semplicemente_io by mondoglitter.it
 
Annie.
17 aprile

Tu...e Lui...

Amo la Purezza,

tanto quanto la mia Passione

che la descrive.

 

Il sogno di un’Amica......

 

Il rombo del motore Ti sveglia all’improvviso,

come un sonoro richiamo, una dolce melodia

che da tanto aspettavi di sentire.

Lui è tornato, solo per Te, per i Tuoi sogni.

Ti soffermi su suoi occhi persi d’Amore,

Ci fai un tuffo con i Tuoi pieni di stupore.

Lui è tornato, solo per Te, per i Tuoi sogni.

Osserva la meravigliosa pantera meccanica dei tuoi sogni

con alla guida soltanto Lui.

Sali...

 

 

Il vento culla i Tuoi lunghi capelli,

e asciuga l’emozione dai Tuoi occhi meravigliosi.

Stringi forte il Tuo amato,

in questo piccolo viaggio.

Assicurati che mai più se ne andrà,

prega affinchè la pantera meccanica

non vi abbandoni nel Vostro viaggio d’Amore.

Parcheggia...

 

 

Dietro le tue spalle un muro.

Giratosi Lui, dolcemente ti bacia.

Un bacio che quasi non ricordavi più.

Delicamente ti spinge al muro.

Fidati, non cadi.

 

 

La Passione Vi travolge come

un mare impetuoso.

Un susseguirsi di tanto Amore

Vi riscalda in questa fresca notte

Tra baci rumorosi e ansiti che si perdono

Nella natura

Vi ritrovate uniti in un solo corpo

Un solo cuore che batte

Un sospiro comune giunto l’apice del piacere.

Ti amo...

 

Il suo corpo nudo prende il Tuo.

Scesi dalla pantera meccanica,

ancora scossi dal piacere,

Innamorati, passate il resto della notte

a dormire abbracciati

tra le coperte della natura.

Siete la purezza in persona...

 

Lui è tornato, solo per Te, per i Tuoi sogni...

 

 

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11 aprile

Dentro la vasca.

Non sa da quanto tempo il suo corpo è immerso in quel marciume.
L'acqua sporca quasi le penetra dentro.
E' stata acqua limpida, pulita. Una volta.
 
Ora il livello si è alzato con lo sgorgare delle sue lacrime.
Lentamente scendono dal volto, e sente il loro unirsi all'acqua dentro la vasca.
Si aggiungono degli sciacqui dovuti all'aumentare della crisi.
Scossa dai singhiozzi si porta le mani tra i capelli, sul viso, sulle spalle, sulle gambe.
Piange rumorosamente senza riuscire a fermarsi.
Tossisce, in preda al panico.
 
Il livello dell'acqua mista con le lacrime si alza con vari conati di vomito.
Anche del sangue si unisce alla melma, sangue che sgorga da varie ferite sul suo corpo.
Perchè violentemente cerca di aggrapparsi a se stessa.
 
Sono uno Spirito: la spada non Mi può trapassare, il fuoco non Mi può bruciare, l'acqua non Mi può sciogliere, l'aria non Mi può inaridire.
 
Vuole poter fuggire ancora, ancora e ancora.
Da buon Spirito Libero non lasciare tracce della sua non presenza.
Ma, conscia che le sventure di questo mondo e la morte fisica non possono togliere nulla alla verità e alla grandezza della sua Anima, resta lì.
Nuda, sporca, terrorizzata.
Immersa e scossa nel suo marciume.
Con poca forza di alzarsi e viversi.
Sta perdendo se stessa.
A I U T A T E L A
 
 
[Annie]
29 marzo

Vi saluto [per poco...!]

E quest'anno la decisione del capo famiglia è di passare Pasqua a Palermo. L'anno scorso negli USA, e quest'anno in Sicilia: sempre estero è.  10 giorni, parto sabato.
 
Vi lascio un racconto da leggere, regalatomi all'età di otto anni.
Buona lettura..
 
 

ANNALISA e LA SIRENETTA.

Era una splendida giornata di sole e Annalisa, do otto anni, era partita da Carmagnola per andare a trascorrere una tranquilla vacanza al mare con Elisa e Martina.

Un giorno, in riva al mare, mentre Annalisa era china sulla sabbia per cercare delle conchiglie per la sua collezione, sentì qualcuno toccare la sua spalla.

Si voltò incuriosita e vide, con grande sorpresa, una sirenetta.

Era bellissima, ma aveva uno sguardo molto triste.

“Sicuramente ti è capitato qualcosa di grave per essere così triste – le disse Annalisa – Posso aiutarti in qualche modo? Dimmi...”

“Mio padre è stato catturato da un gigantesco serpente. Questo perfido animale, che si chiama Nerone, vorrebbe spodestare mio padre per diventare lui il re incontrastato dei nostri mari.”

“Non piangere! – la incoraggiò Annalisa – Insieme penseremo a come liberare tuo padre. Dovremmo solo poter contare su alcuni amici disposti ad aiutarci. Ti viene in mente qualcuno?”

“Si, ho molti amici fidati” rispose la Sirenetta senza esitazione.

Annalisa e la Sirenetta nuotarono verso la tana del serpente marino. Durante il tragitto incontrarono due delfini giocherelloni.

“Ci chiamiamo Splish e Spash. Volete giocare con noi?” domandarono i delfini.

“Ai divertimenti penseremo più tardi – rispose Annalisa – ora abbiamo bisogno del vostro aiuto per liberare il re dei mari. Presto, venite con noi!”

Annalisa, la Sirenetta e i delfini nuotarono a lungo nell’acuq blu cristallina. Nuotando incontrarono i cavallucci marini, le stelle di amre ed ogni varietà di pesci.

Annalisa ed i suoi nuovi amici si stavano avvicinando sempre più al covo del temuto Nerone.

Il mare divenne freddo e scuro: Annalisa iniziò ad avere paura ed avrebbe voluto che Elisa e Martina fossero lì con loro.

In lontananza, intravide il covo di Nerone: era un vascello pirata affondato molto tempo fa.

Dinanzi all’entrata due grossi squali con denti affilati erano di guardia.

Il povero Re era imprigionato ed aveva le mani incatenato ad un albero del veliero.

Annalisa spiegò il suo piano e diede indicazioni prescise eprchè ognuno facesse la sua parte.

Piccoli pesci di ogni forma e colore iniziarono a nuotare numerosissimi attorno al serpente marino come uno sciame d’api.

Migliaia di ippocampo circondarono gli squali, ipnotizzandoli, prima che potessero scatenare la loro ferocia.

Annalisa si fece coraggio, pensando ad Elisa e Martina ed entrò nella tana di Nerone per raggiungere il vero re dei mari. Ora bisognava liberarlo dalle catene che lo bloccavano al veliero. Un abile e gigantesco granchio riuscì, con le sue chele, a sciogliere i nodi che serravano le catene. Annalisa condusse il re fuori dalla tana dove potè riabbracciare la Sirenetta.

Tutti esultarono:”Evviva! Evviva! Il nostro re è salvo!”

Lo sguardo della Sirenetta non era più triste, ma pieno di gioia e commozione.

“Papà sono così felice che tu sia di nuovo fra noi! – esclamò raggiante la Sirenetta – Dobbiamo ringraziare Annalisa, senza il suo aiuto non saremmo riusciti a liberarti.”

Il re pensò di organizzare una grande festa in onore di Annalisa con centinaia di invitati.

Annalisa fu incoronata e divenne parte della famiglia reale di quei mari.

Dopo un ricco banchetto si aprirono le danze e fu un gran divertimento per tutti.

“Elisa e Martina sarebbero molto orgogliose di me!” pensò Annalisa.

La Sirenetta offrì ad Annalisa tanti fiori marini e meravigliose conchiglie colorate per la sua collezione.

“Resta qui insieme a noi per sempre!” la pregò la bella Sirenetta.

“Con voi sto molto bene, ma devo tornare nella mia casa di Carmagnola. Ho nostalgia della mia famiglia e dei miei amici. Ma ti prometto che prima o poi tornerò di nuovo a trovarvi!”

Annalisa ringraziò il re e la Sirenetta per l’indimenticabile festa.

I delfini Splish e Splash la scortarono fino alla spiaggia.

Annalisa li salutò e partì per rientrare a casa.

Non vedeva l’ora di rivedere Elisa e Martina per raccontare la sua fantastica avventura con la Sirenetta.

 

CARA ANNALISA

TORNA PRESTO A TROVARMI!

La tua amica Sirenetta

 

Non sono più tornara da Lei. Questo ci tenevo a specificarlo.

 

 

 

BUONA PASQUA

a tutti voi amici!!!

A presto. Annie.

 

 

25 marzo

Omaggio al RE!

IL RE.
 
 
C'era una volta un Re
Erano le favole.
C'è un Re
Che favola non è.
Tu. Re della Foresta.
 
 
Mi perdo nei tuoi occhi
Che esprimono fiducia.
Mi fido.
Mi perdo nelle tue teorie
Che parlano d'Amore.
Amo.
 
 
Risate lette.
Ma sale il desiderio
Di sentirle realmente.
 
 
Re. Tu che puoi tutto.
Possiedi la corona
Che solo tu vedi.
Ma che tutti rispettano.
Re. Che vivi di un Amore
Astratto.
 
 
Dipendo dal tuo nome
Mentre mi scrivi.
Impaziente
Di leggere cos'hai da dirmi.
Impaziente
Di nuotare nell'Amore di cui narri.
Curiosa di immaginare
Fin dove si ferma la realtà
Ed inizia la fantasia.
 
 
Re.
Che ami regalare sorrisi.
Re.
Che a me ne regali già tanti.
Ma ora donami un tuo sorriso.
Ed incoronami
Tua regina.
 
 
Re.
Nella speranza che il tuo Regno non abbia mai fine.
 
Annie. A Walter.